Nasce il magazine Periferie lo sguardo sul mondo di Renzo Piano

18 novembre 2014

Dal 27 novembre

 

Un quadrimestrale sulle città del futuro. E’ il senso di Periferie, magazine nato da un’idea di Renzo Piano che, da quando è stato nominato senatore a vita nel 2013, ha deciso di devolvere il suo stipendio da parlamentare a un gruppo di sei giovani architetti (selezionati attraverso un bando anonimo in rete) che hanno lavorato sul ‘rammendo’ delle periferie italiane. Il luogo dove vive la stragrande maggioranza della popolazione urbana e che rappresenta il futuro delle nostre città. Nell’ultimo anno il gruppo di lavoro G124 (il nome deriva dal numero della stanza dove si trova l’ufficio di Piano, a Palazzo Giustiniani) ha studiato tre interventi di riqualificazione nelle città di Torino, Roma e Catania. Da oggi con Periferie si occuperà di tutte le tematiche (architettoniche, sociali, economiche e culturali) che riguardano la città del futuro: periferie, dunque, come prospettiva e metafora, lente di osservazione e chiave d’interpretazione della trasformazione della società italiana e internazionale. Diretto da Carlo Piano e Walter Mariotti, su progetto grafico di Luca Ballarini e fotografia di Claudio MorelliPeriferie è un progetto ideato dal workshop RANE di Milano e sarà presentato giovedì 27 novembre alle ore 16 in Sala Zuccari a Palazzo Giustiniani, a Roma. Il magazine sarà consultabile dallo stesso giorno anche su renzopianog124.com. L’introduzione è stata scritta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, mentre il presidente del Senato Pietro Grasso racconta della sua visita nella bottega del G124, che gli ha ricordato quelle dei maestri rinascimentali. Nel primo numero di Periferie ci sono anche i contributi di molti esponenti di spicco della cultura italiana, che hanno partecipato al tavolo di lavoro durante tutto l’anno: dagli intellettuali Gianfranco Dioguardi, Fulvio Irace, Franco Lorenzoni, Andrea Segré, Mario Abis, Paolo Crepet, ai giornalisti Francesco Merlo, Armando Massarenti, Stefano Bucci, Gian Antonio Stella, agli architetti Mario Cucinella, Marco Ermentini, Ottavio Di Blasi, Massimo Alvisi all’ingegnere Maurizio Milan.