Qualità, reputazione e monetizzazione delle emozioni nel futuro dei (social) media

6 novembre 2014

Il futuro dei media è tra i temi principali in scena al secondo giorno del Web Summit di Dublino. La industry di magazine e quotidiani cartacei è quella che negli ultimi anni è andata incontro più di tutte a un cambiamento radicale e continuare ad alzare muri di fronte all’evoluzione in corso, oltre che inutile, è estremamente dannoso. Guardian, New York Times, Irish Independent, Business Insider: sono diversi i grandi nomi della publishing industry ad alternarsi sul palco del Web Summit per discutere su come affrontare le sfide in atto trasformandole in opportunità. E tutti si trovano concordi nel definire il digital il catalizzatore che sta portando a una grande crescita nel consumo di news. Ma allo stesso tempo sono qualità e reputazione le due parole chiave per il successo, perché senza qualità non si può avere reputation e senza reputation monetizzare sarà sempre più un miraggio.

Per Kevin Sutcliffe di VICE News la reputazione è l’amo attraverso cui si conquista il cuore dei pubblico. E per Mark Little di Storyful, il modello delle breaking news, così come l’abbiamo sempre conosciuto, è ormai finito. “Ma questa è una buona notizia – dice -. Si comincia con il lanciare una breaking news, ma poi è fondamentale continuare trasformandola in una storia che generi emozioni nelle persone”. Il tema del futuro dei media s’interseca anche con il nuovo ruolo che i social media stanno assumendo nel news reporting. “Twitter, più di ogni altro social, sta cambiando radicalmente i giochi – dice Matt McAllester del Time -. È Twitter che ha trasformato tutto in una sorta di competizione per il mondo del news publishing”.

E proprio il social network dei 140 caratteri non poteva mancare sul palco del Web Summit con Adam Bain, President of Global Revenues di Twitter. “Noi non vediamo le revenue come la destinazione finale del nostro viaggio – dice Bain -. Le revenue sono solo l’ossigeno per poter continuare a crescere e renderci sempre più fieri del nostro business”. Qual è il futuro di Twitter? Bain non ha dubbi. Sono tre le direzioni su cui muoversi: advertising, big data e e-commerce. “Il nostro focus è interamente rivolto verso un sistema di advertising che sia rispettoso degli utenti”, dice smentendo i recenti dubbi in merito all’efficacia del business model dell’azienda. E a proposito delle nuove funzionalità di e-commerce arrivate con il pulsante ‘Buy Now’ (attualmente in fase beta), Bain rivela: “Quello che facciamo è monetizzare le emozioni”.

Snocciola, infine, alcuni numeri che ben evidenziano la forza del social network, oltre che la grande opportunità di business che esso rappresenta per i grandi brand così come per le piccole aziende: 284 milioni di utenti attivi al mese e 600 milioni di visite al sito, che si sommano a una media di 500 milioni di tweet al giorno e 10 miliardi al mese.

da Dublino Eugenia Morato