Calciomercato.com in cattedra all’Università di Bologna

3 novembre 2014

La scorsa settimana, nell’ambito degli insegnamenti di Comunicazione e Marketing e di Diritto della Comunicazione commerciale del Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione Pubblica e d’Impresa, presso l’Università di Bologna, è stato messo a tema il fenomeno della raccolta pubblicitaria sul web e del merchandising nel calcio professionistico. Presentati dalle Prof.sse Pina Lalli e Chiara Alvisi, sono intervenuti Antonio Caliendo, agente FIFA, consigliere di Lega Nazionale Pro serie B, general manager del Modena FC, e Xavier Jacobelli, direttore editoriale della testata online Calciomercato.com, il primo sito italiano di calciomercato, a proposito dell’evoluzione editoriale dell’omonimo sito internet. Gli interventi hanno seguito una introduzione di Cosimo Baldini, amministratore unico di Calciomercato.com, sull’evoluzione dell’editoria online e della pubblicità digitale. Gli interventi di Jacobelli e Baldini hanno indicato come l’evoluzione della comunicazione digitale e i vantaggi che ne sono derivati per un pubblico sempre più ampio di lettori non business abbia preso le mosse, sul versante dell’informazione sportiva, non solo dall’avvento dell’uso di massa della rete, quindi da un fattore tecnologico, ma, ancora una volta, da un avvenimento giuridico, la sentenza Bosman, che nel 1996, rivoluzionando le regole federali in materia di cittadinanza dei calciatori, ha aperto un nuovo mercato transfrontaliero.  “Che il primo sito Italiano di calciomercato sia stato al centro dell’attenzione di 200 studenti della più antica università dell’Occidente è stato motivo di grande orgoglio e di altrettanta soddisfazione per tutti noi – ha concluso il direttore -. Siamo molto grati all’Università di Bologna e alle professoresse Chiara Alvisi e Pina Lalli per averci consentito di raccontare a una platea così preparata e appassionata la nostra storia che è una storia di giornalismo, di web, di una redazione capace in diciotto anni di costruire un autentico fenomeno editoriale”.