Sugar e Fandango insieme per le colonne sonore cinematografiche

30 ottobre 2014

L’editore musicale entra anche al 50% sul catalogo della casa di produzione

 

 

Una collaborazione nata dalla condivisione di valori e dall’analogia nel modus operandi: fare ricerca, sviluppo e produzione di progetti di qualità. E’ quella che, grazie alla firma di un accordo, ha legato il gruppo guidato da Filippo Nicola Sugar (nella foto) alla produzione delle colonne sonore delle prossime produzioni cinematografiche e televisive della Fandango, anche con l’acquisizione al 50% del catalogo editoriale e discografico. “Faremo del nostro meglio per dare un valore aggiunto alle nuove produzioni e per valorizzare il catalogo musicale costruito in questi anni da Fandango: in altri film, ma anche in produzioni televisive e in pubblicità”, spiega a Today Pubblicità Italia Filippo Sugar. L’obiettivo del suo gruppo è quello di diventare in breve tempo il polo europeo di riferimento per la produzione e lo sviluppo delle colonne sonore, quello della casa di produzione fondata da Domenico Procacci è di rendere ancora più forte un elemento, già in passato tra i punti forza di molti film.  Nell’alleanza nutre “molta fiducia” Procacci: “Sugar è sicuramente per noi il gruppo ideale con cui costruire qualcosa di importante. Senza nazionalismi che non mi appartengono sono contento di intraprendere questa avventura con un editore musicale italiano”. Quanto al Gruppo Sugar, “in questo modo la musica per il cinema arriverà a valere circa il 20/25% del nostro giro d’affari – sottolinea il presidente -. Il cinema è sempre stata un’opportunità di promozione per i nostri artisti, alcuni dei quali, penso ai Negramaro con il film di D’Alatri La Febbre, sono ‘nati’ con il cinema”. Dopo l’acquisizione nel 2011 del repertorio della CAM, casa editrice e discografica romana da cui il Gruppo Sugar ha ereditato oltre ventimila titoli del catalogo editoriale, questa nuova operazione con Fandango conferma l’intenzione di investire ed espandere la propria base editoriale, aprendosi a nuove prospettive in questo ambito sia in Italia che in Europa. “Fandango, come noi – aggiunge ancora Sugar -, ha lavorato per portare l’eccellenza italiana fuori dai confini del Paese. Nel nostro caso penso alle colonne sonore de Il Postino, della Dolcevita, o, ancora di Amarcord”. E in questo senso, le nuove possibilità distributive date da realtà come Netflix, non fanno paura, ma anzi: “La musica è già molto avanti rispetto al cinema – sottolinea l’editore musicale -. Esistono ed esisteranno anche per il cinema nuove piattaforme di contenuto: se questo è il futuro, significherà una maggiore diffusione, a cui ci auguriamo corrisponderà una adeguata remunerazione per chi quei contenuti produce. Questo è uno dei temi su cui certamente dobbiamo lavorare”. Intanto, l’impegno è quello di portare i talenti italiani in un contesto ulteriore, “Sul cinema abbiamo fatto un grande lavoro, per esempio con il brano della Carrà che apre il film La grande bellezza – ricorda -, con ‘Ancora qui’ di Elisa in Django o ‘Gloria’ inserita in The Wolf of Wall Street. E abbiamo appena concluso un accordo di licenza per la presenza nella colonna sonora di un videogioco di Microsoft”.  Quanto alla relazione con il mondo della pubblicità, “quasi 20 anni fa, con Bocelli e Con te partirò, abbiamo avuto forse il primo esempio di un cantante entrato prepotentemente in una pubblicità – conclude Sugar -. La canzone aveva partecipato al Festival di Sanremo l’anno prima e con l’ingresso nello spot di Telecom ha venduto 1 milione di copie, redendolo il messaggio del brand  memorabile, con soddisfazione reciproca. Abbiamo la competenza e la credibilità per parlare al mondo delle agenzie e delle aziende, così come a quello degli autori e artisti creando un ponte tra queste due realtà”. (Monica Bozzellini)