La gara creativa mondiale per Citroen DS agita le agenzie francesi

22 ottobre 2014

Secondo il quotidiano Le Figaro è diventato quasi un affare di Stato. L’annuncio dell’avvio di una gara per l’assegnazione del budget di comunicazione mondiale della Citroen DS, marca premium della casa automobilistica francese, ha messo in allerta il gruppo Havas, tradizionale partner strategico dell’azienda.E ha innescato una serie di conflitti di interesse per le altre agenzie invitate a partecipare. Il gruppo Publicis, che ha tra i suoi clienti storici la concorrente Renault, è stato infatti chiamato a prendere parte al pitch. Secondo i bene informati, l’affare è già scritto: il budget resterà in casa Havas, ma non più presso l’agenzia Les Gaulois (che detiene il cliente), ma sarà spostato in un’altra sigla del gruppo, probabilmente Havas Parigi (ex-Euro RSCG C&O).

Secondo altre fonti, non è escluso che possa però uscire dalla galassia Havas vista l’intenzione di rendere la marca distinta dalla rete Citroen e di espandere sempre più la DS a livello globale (in particolare in Cina). E qui arrivano le acrobazie: Publicis non può gareggiare con Publicis Conseil (agenzia di Renault) e ha messo in campo la sigla Maison, nata dalla partnership con Condé Nast e Google, specializzata nel segmento lusso. Anche per Fred& Farid ci sono problemi poiché l’agenzia lavora ufficialmente per Audi. Per questo motivo partecipano con Kids Love Jetlag, agenzia digitale lanciata dai due creativi nel 2012 e molto forte in Cina. Come se non bastasse Vincent Bolloré, primo azionista di Havas, detiene il 30% del capitale di Fred & Farid Group. Mentre Stephen Norman, capo del marketing di PSA, è un vecchio manager di Renault molto amico di Maurice Lévy, numero uno di Publicis. Insomma il quadro è molto intricato, con connessioni anche politiche.