CharityStars, la startup che mette all’asta i sogni per il terzo settore

22 settembre 2014

Ha da poco compiuto il suo primo anno di vita CharityStars (www.charitystars.com), piattaforma digitale che mette all’asta oggetti, esperienze e incontri esclusivi con personaggi famosi devolvendo in beneficenza i proventi raccolti. Un meccanismo originale di finanziamento del terzo settore scaturito dalla mente di Francesco Nazari Fusetti, Manuela Ravalli e Domenico Gravagno, tre giovani imprenditori under 30. I numeri del primo compleanno sono più che positivi: sono stati raccolti oltre 500 mila euro a favore di più di cento organizzazioni non profit, sono state coinvolte 170 celebrities e 60 aziende. E l’auspicio è di raddoppiare la raccolta fondi con il Natale, anche grazie alla nuova app disponibile per IOS e Android che permetterà agli ultenti di partecipare agevolmente alle aste in mobilità. Unendo una piattaforma tecnologica funzionale alla velocità del web, CharityStars in questi mesi si è dimostrata un facilitatore di relazioni, andando a chiudere un triangolo virtuoso che unisce idealmente il mondo delle imprese, quello dei vip e le onp. A sviluppare le attivitè della startup è stato recentemente chiamato Dario Peccerillo, manager dalla ventennale esperienza in ambito advertising e negli ultimi quattro anni coinvolto su progetti in ambito digitale.
CharityStars si muove su due vettori: le aste e il crowdfunding. A chiusura della raccolta, effettuate le dovute verifiche da parte di CharityStars, ben l’85% dalle transazioni viene versato ai progetti preliminarmente presentati dalle associazioni. Ciò che CharityStars trattiene copre i costi del servizio chiavi in mano offerto ai suoi interlocutori: dall’ideazione, alla consulenza strategica, dalla gestione del portale al marketing opertivo e alla logistica, compreso il servizio di accompagnamento per le esperienze live e l’ufficio stampa. Attraverso le aste in un anno sono stati finanziati oltre 113 progetti, tutti rendicontati nella sezione Progetti del sito, secondo la logica della trasparenza. L’Associazione Amici del Centro Dino Ferrari, per esempio, si è prefissata un obiettivo economico di 20.000 euro per l’acquisto di device medici per la distrofia muscolare e ad oggi ha raccolto quasi 15.000 euro. Emergency per il centro di maternità in Afghanistan ha raccolto circa 15.000 euro, Dynamo Camp quasi 10.000. Colpisce la grande varietà degli oggetti e delle esperienze che CharityStars offre in ambito moda, sport, arte e design ecc: si va dalle scarpe usate in concerto della cantante Emma Marrone a biglietti VIP per partite di calcio esclusive fino ad arrivare alla colazione con figure di primo piano dell’imprenditoria italiana. Il target di riferimento? Senza età. Tutti coloro che hanno una passione che fino a oggi non era messa in vendita, ma anche quelle aziende che vogliono trovare nuove soluzioni per le politiche di incentive. Un modo per realizzare sogni a fin di bene, ‘monetizzando’ i desideri dei fan e trasformandoli in azioni benefiche concrete. Una spinta propulsiva in grado di generare un supporto autentico alle realtà del non profit, ma anche di dare un aiuto al mondo dell’impresa spesso alla ricerca di azioni di CSR (Corporate Social Responsibility) efficaci e senza sprechi di risorse. Fra le case  history aziendali di maggiore successo Sky, partner strategico con il quale la piattaforma ha raccolto in poche settimane 50 mila euro con le sue aste legate al mondo del calcio. Da ricordare anche Vanity Fair che ha proposto all’asta 17 pezzi customizzati di moda e design per i 10 anni della rivista, Trussardi, che ha attiviato le sue sponsorship aziendali mettendo all’asta esperienze sportive e occasioni legate alla moda, e infine, Ferrari che ha messo all’asta un tour esperienziale a Maranello e la possibilità di vivere l’emozione della gara direttamente nei paddock. Lo scorso dicembre CharityStars ha vinto il riconoscimento 360by360 (promosso da 360 Capital Partners) vedendosi riconosciuto un contributo di 360 mila dollari. Tale finanziamento ha consentito alla giovane società di sbarcare a Londa e avviare un processo di intenazionalizzazione che avrà il suo centro proprio in Uk.

Andrea Crocioni