Arriva Baby Kiss: la sfida ‘bio’ al servizio delle mamme

15 settembre 2014

Per entrare in un settore dove dominano due grossi attori come Plasmon e Mellin ci vuole carattere. Il mercato in questione è quello degli alimenti per l’infanzia e il brand che prova a ritagliarsi il suo spazio fra i due ‘colossi’ è Baby Kiss, neonato brand lanciato da Antaar&s. “Abbiamo scelto un posizionamento distintivo puntando essenzialmente su due elementi: materie prime biologiche ed elevato contenuto di servizio per le mamme”, chiarisce la responsabile marketing Valeria Leva.

“Il nostro è un mercato molto grosso che vale in Italia 400 milioni di euro solo nella gdo e quasi altrettanto nel canale che comprende farmacie e negozi specializzati – prosegue la manager -. Il comparto negli ultimi tempi ha visto entrare nuovi competitor. Noi abbiamo cercato di caratterizzarci fortemente per la grande attenzione alle materie prime, di origine biologica, e alle formulazioni. In generale il biologico è uno dei pochi segmenti dell’alimentare in positivo e che viaggia in controtendenza. A questo abbiamo accompagnato un lavoro attento sulle confezioni. Abbiamo detto addio al vetro per quanto riguarda il segmento degli omogeneizzati e per i prodotti per lo svezzamento abbiamo creato delle buste richiudibili e facilmente trasportabili che garantiscono una migliore conservazione degli alimenti”. La gamma si compone di creme di cereali,  pastine, creme di verdure e legumi e omogeneizzati. L’intento è chiaro: garantire sicurezza e semplificare la vita alle mamme di oggi, anche nella preparazione. “Ci siamo dedicati con grande attenzione alla gamma così da garantire un’offerta completa. In particolare fra i prodotti più interessanti ci tengo a citare la crema di legumi e la crema di verdure: si preparano con la sola aggiunta di acqua bollente e sono la soluzione ottimale per introdurre nella dieta del neonato i nutrienti essenziali dei legumi”.

La distribuzione delle referenze si è completata nel corso dell’estate. “Abbiamo deciso di essere presenti sia nella gdo sia in store specializzati e farmacie. Abbiamo optato per una distribuzione qualitativa, puntando su quelle catene che fossero in grado di valorizzare il prodotto dandogli la giusta visibilità e il  corretto posizionamento”. Niente guerra dei prezzi. “Il mercato del baby food registra un trand negativo (una flessione di oltre il 5%, ndr) e si caratterizza per una promozionalità molto forte soprattutto nel segmento degli omogeneizzati – sostiene Valeria Leva -. Noi abbiamo scelto una strada diversa puntando su materie prime, innovazione e servizio”. Una scelta che inevitabilmente ha riflessi sulle strategie di comunicazione. “Ci stiamo muovendo essenzialmente su due vettori: il punto vendita e il digitale – afferma la responsabile marketing -. Per ora non abbiamo previsto attività atl. Le nostre referenti sono le mamme moderne che poi sono mamme connesse. Da qui la nostra particolare attenzione al web. Siamo partiti dal sito che stiamo sviluppando. L’obiettivo è di farlo diventare uno strumento privilegiato di relazione con i consumatori. Una volta che lo avremo finalizzato, completandolo con l’area di shop online, ci andremo a focalizzare sui social network e in particolare su Facebook”.

Per la parte digital il partner è InTarget Group, mentre a livello creativo l’agenzia di riferimento è Break che ha lavorato alla costruzione dell’identità di marca per Baby Kiss. “Poi abbiamo tutta una serie di realtà specializzate alle quali ci rivolgiamo a seconda del tipo di progetto che vogliamo realizzare”, ha concluso la manager.

Andrea Crocioni