Il futuro del retargeting passa dal mobile e dall’app market

9 luglio 2014

Indagine di myThings

MyThings, società specializzata nelle soluzioni di display advertising, ha intervistato oltre 116 operatori di marketing in Usa e in Europa, che all’interno delle aziende seguono le decisioni rilevanti di marketing, per capire come i big data e l’e-commerce stia cambiando il mondo dell’advertising.Il 70% degli intervistati ha affermato che il budget destinato al retargeting verrà mantenuto uguale all’anno precedente oppure aumentato. Per il 40% degli intervistati, inoltre, l’obiettivo più importante raggiunto dal retargeting è quello di accrescere la domanda di beni e servizi da parte di clienti già acquisiti mentre il 35% lo ritiene uno strumento utile ad guadagnare nuovi clienti. La maggior parte degli intervistati è consapevole che le principali sfide del mondo del programmatic advertising siano legate all’individuazione del modello di attribuzione più corretto (63%) e alla mancanza di trasparenza a livello di campagna (60%). Il mobile retargeting nei prossimi mesi verrà provato dal 45% delle aziende; il 63% ha affermato che la propria azienda fa già uso di siti ottimizzati per il mobile, e il 21 % ha già lanciato campagne di retargeting mobile. Diverso, appunto, il discorso della app personalizzata: infatti, oltre il 50% degli intervistati non ne possiede una per la propria azienda né programmerà per questo anno di metterne a punto una. Ciò accade nonostante il mercato delle app sia florido, ma la spiegazione sta nel fatto che a essere scaricate sono quelle che riguardano i giochi, e meno quelle per lo shopping. Le attività di retargeting social giocheranno un ruolo fondamentale nelle fasi di retargeting: Facebook è il più usato, il 74% degli intervistati ha affermato di avere già attiva una campagna di retargeting sul noto social network), ma Twitter avrà sviluppi importanti nel futuro prossimo (il 47% del campione ha manifestato l’intenzione di avviare una campagna Twitter in futuro, contro l’11% di Fb). Gli scambi sui social hanno molto successo poiché non è necessario rilasciare un cookie, dato che gli utenti visitano le pagine da mobile essendo già loggati sui social. Il 44% degli intervistati ha dimostrato interesse nella possibilità di utilizzare i dati provenienti dalle attività di CRM per il retargeting, mentre grossa parte della percentuale restante (il 47%) è restìa a farlo: il 29% afferma di non voler condividere questo tipo di dati con gli inserzionisti) mentre il 18% ritengono che sia troppo complesso il processo di integrazione, nonostante riconoscano le possibilità offerte da questo strumento. L’individuazione del corretto modello di attribuzione è tra tutte la sfida più importante per gli operatori di marketing poiché seguendo il percorso sempre più cross device degli utenti diventerà cruciale riuscire a capire quanto i consumatori stessi interagiscano sui vari device prima di acquistare. “La continuità di Apple tra Mac, iPad, e iPhone consolida l’importanza della comunicazione cross device, elemento chiave per i clienti” sostiene il ceo di myThings Benny Arbel (nella foto).
“I clienti hanno bisogno di raggiungere i consumatori e avere continuità tra i vari devices. Targettizzare un consumatore con un carello completo non acquistato sul proprio iPad potrebbe significare ritargettizzarlo su un mobile device. Questo tipo di comunicazione diventa fondamentale per valutare l’efficacia del marketing”.