Gaming e advertising, nel 2013 investiti 105 milioni di euro, -20,4% sul 2012

24 giugno 2014

Analisi della Fcom Leisure elaborata da Agipronews

Cresce solo il web (+26,8%). Tv ancora leader con Mediaset. Gtech il primo operatore, con quasi il 25% degli investimenti, seguono William Hill (circa il 12%), Sisal (poco sotto il 10%) e Pokerstars (intorno al 6% del totale)
 

La crisi economica morde anche le aziende di gioco, che hanno tagliato un quinto delle investimenti pubblicitari nel 2013: lo scorso anno la spesa diretta in pubblicità è stata di 105 milioni di euro, in calo del 20,4% rispetto al 2012. Anche considerando il dato comprensivo delle sponsorizzazioni, pari a 87 milioni, la contrazione rimane a due cifre: -15,8%. E’ quanto rivela uno studio effettuato dalla Ficom Leisure, società di consulenza internazionale con base a Londra, elaborato da Agipronews che ha incrociato i numeri forniti dalle aziende del settore giochi, dalle concessionarie di pubblicità e dalla Nielsen, l’azienda leader nelle informazioni di marketing e nella rilevazione di dati su consumi e utilizzo dei media. Nel 2013 il comparto adv ha raccolto investimenti per 6,4 miliardi di euro (-12,3%) rispetto ai 7,3 miliardi dell’anno precedente, quando le aziende di gioco avevano speso 132 milioni di euro in campagne stampa. Il settore che ha risentito in maggior misura del taglio degli investimenti è quello delle sale slot: fra il 2012 e il 2013 le pubblicità legate alle ‘macchinette’ sono calate di oltre il 43%, passando da 15,4 a 8,7 milioni di euro. I giochi online sono quelli che hanno contenuto maggiormente la contrazione con investimenti totali da 38,5 milioni (-9,2%). Un primato scippato alle lotterie e ai gratta e vinci, su cui lo scorso anno sono stati investiti 32,9 milioni in adv (-27,9%, quasi 13 milioni in meno vs 2012). Stabili al terzo posto le scommesse – che dovrebbero godere nell’anno in corso delle iniziative di marketing legate ai Mondiali di calcio – con circa 24,8 milioni investiti: -13,1%, mentre la fetta di mercato cresce al 24%. La tv non rinuncia alla dei giochi: nel 2013 sono passati spot pagati 54,4 milioni di euro, -28,1% rispetto al 2012, con la quota percentuale dei soldi spesi per l’advertising televisivo che cala dal 57% al 52%. L’unico settore che mostra una crescita in controtendenza è il web, che oggi vale più di un quarto degli investimenti totali: dai 21,1 milioni del 2012 si è passati ai 26,8 milioni del 2013 (+26,8%), con una market share che passa dal 16% al 26%. Crolla la pubblicità su quotidiani e periodici, che si dimezza in un anno passando da 15,8 a 8,5 milioni (-46,5%) e una quota sul totale che scende dal 12% all’8%. Peso identico per radio e cartellonistica (valgono il 7% ciascuna), con le pubblicità sulle emittenti radiofoniche che passa da 9,6 a 7,5 milioni (-22,2%),   l’outdoor scende in un anno da 9 a 7,4 milioni (-18,6%). Azzerata la presenza di spot nei cinema prima dei film, nel 2012 valeva appena l’1% del totale. Mediaset mantiene il primato per gli spot di gioco in tv con il 65,2% degli investimenti, circa 35,5 milioni dei 54,4 milioni complessivi. Secondo il report di Ficom Leisure, alle altre piattaforme tv restano le briciole: Sky registra un quinto degli investimenti (il 21,4%), mentre la Rai non raggiunge la doppia cifra percentuale (9,6%). L’1,9% delle somme investite per gli spot va su La7, l’1,2% su Mtv. Tutto sotto l’1% gli altri canali dell’offerta catodica. Nella divisione degli investimenti in tv, si legge su Agipronews, è Gtech il primo operatore, con quasi il 25% degli investimenti – a cui si aggiunge una piccola parte ‘brandizzata’ Lottomatica – seguono William Hill (circa il 12%), Sisal (poco sotto il 10%) e Pokerstars (intorno al 6% del totale).