Wieden + Kennedy, la sfida dell’indipendenza in un mondo globalizzato

23 giugno 2014

La promessa è quella di non entrare in nessuna holding anche nel futuro. Così ha assicurato Dave Luhr (nella foto), presidente di Wieden + Kennedy, la più grande agenzia creativa indipendente nel mondo, con sede a Portland e altri sette uffici a New York, Amsterdam, San Paulo, Shanghai, Tokyo, Londra, Nuova Dehli, che conta nel proprio portfolio clienti internazionali come Coca-Cola, Nike, Heineken, Procter & Gamble, Delta Air Lines, Old Spice, Chrysler, ESPN. A Cannes la sigla ha raccontato la sfida di essere indipendenti in un mondo globalizzato, “grazie alla capacità di essere riusciti a creare una nuova cultura della comunicazione per la prima volta nella storia delle agenzie”, come ha introdotto il moderatore dello speach Warren Berger, autore di ‘A More Beautiful Question’. “W+K è prima di tutto ‘geograficamente’ indipendente. Città come New York o Austin stanno iniziando da poco a guardare questa parte nel Nordovest degli Usa che è fonte ispiratrice dei nostri progetti – ha spiegato Luhr -. Ma oltre a ciò due sono le ragioni della nostra scelta di proseguire ‘da soli’: l’importanza di preservare l”independence of mind’, cioè la libertà di pensiero che ci guida anche nella scelta di andare ‘faster o slow’ senza imposizioni esterne, e l’attenzione alle persone che lavorano in W+K”. “Il fatto di contare su diverse agenzie indipendenti dislocate in tutte le parti del mondo, aiuta ad avere differenti approcci culturali e questo è senza dubbio un valore: l’ambiente che sta intorno consente di fare un lavoro migliore. E’ divertente notare come le differenti culture interpretino il mercato”, ha precisato Mark Fitzloff, Global Executive Creative Director di W+K -.  La strada percorsa dalla sigla negli anni passati e futuri  è quella di “lavorare nel rispetto e nella collaborazione per continuare a essere flessibili e adattabili”, come ha puntualizzato Colleen Decourcy,Global Executive Creative Director di W+K. E se qualche volta la sigla è stata ‘accusata’ di fare scelte creative eccessivamente ‘leggere’: “In un mondo in cui tutto corre troppo velocemente è importante indurre un sorriso al consumatore, ma tendendo sempre alto il rispetto nei suoi confronti”, ha concluso il presidente.

di Valeria Zonca