Film, doppio Gp con Volvo e Harvey Nichols. Quattro bronzi all’Italia

22 giugno 2014

Il giurato Bruno Bertelli: “Buon risultato dell’Italia, ma mancano i soldi per sviluppare progetti vincenti”

Come nel 2013, anche quest’anno la sezione Film ha deciso di assegnare due Grand Prix: uno alla Svezia per ‘The Epic Split’ di Volvo Trucks realizzato da Forsman & Bodenfors Gothenburg e prodotto da Folke Stockholm e l’altro a UK per ‘Sorry, I spent it on myself’ di Harvey Nichols realizzata da Adam&EveDDB London e prodotta da Outsider London.

“Molti sostengono che la tv sia morta, in realtà i film sono il principale veicolo di comunicazione che riesce a far emozionare – ha introdotto il presidente della giuria Film Amir Kassaei, chief creative officer DDB Worldwide Global -. Abbiamo voluto premiare l’idea che aiuta a risolvere problemi di marketing perché la creatività è l’arma più potente nel business”.

L’Italia esce a testa alta perché è riuscita a ottenere 4 leoni di bronzo su 5 lavori entrati in shortlist, per un totale di 15 leoni (3 ori, 4 argenti e 8 bronzi), oltre ai due bronzi ai Lions Health.

I bronzi nei Film sono andati a ‘Why not man’ di Heineken International realizzato da Publicis Italia (la campagna è on air nei paesi asiatici e prossimamente negli Usa) e prodotto da Stink London; ‘The great escape’ per Yovis Viaggio di Sigma Tau, realizzato da Publicis Italia e prodotto (e iscritto) da Bedeschi Film Milano; ‘Fiat 500 Cult’ di Fiat Group firmato da Leo Burnett Milano e prodotto da Altoverbano; ‘Dear futur mom’ di Coordown Onlus realizzato da Saatchi & Saatchi  Milan e prodotto da The Family.

“Dopo che un lavoro entra in shortlist, un giurato ha l’obbligo di portare a casa dei leoni per il proprio paese – ha dichiarato Bruno Bertelli, direttore creativo esecutivo di Publicis Italia e membro della giuria Film -. Il giurato ha un ruolo importante perché deve spiegare ai colleghi il background di un lavoro – ha proseguito il creativo -. Poi si possono comunque incontrare ostacoli. Per esempio ‘Don’t drink and drive’ di Dlv Bbdo ha ricevuto uno stop, nonostante l’idea sia piaciuta, perché la line non convinceva: in effetti la dicitura ‘Don’t drink and drive’ per il mondo anglosassone è ‘sacra’ e quindi quella parte di giurati non ha colto la chiave ironica – ha detto Bertelli -. Il risultato complessivo per l’Italia è senza dubbio positivo, come è accaduto negli ultimi 3 anni: il nostro paese ha recuperato credibilità, ma dobbiamo fare fronte al fatto in Italia si producono meno film, a causa della crisi e dei minori investimenti e a causa del fatto che le nuove leve creative si gettano più su operazioni di activation, quindi statisticamente iscriviamo di meno e abbiamo meno chances di vittoria. Cosa manca all’Italia? Soprattutto più soldi”.

Bertelli si trova completamente d’accordo con il verdetto dei due Grand Prix, scelti per internet e tv. Il presidente di giuria ha dato delle regole precise: valutare i film nel loro equilibrio tra contenuto, cioè idea e strategia, e forma cioè realizzazione. “Volvo è un Grand Prix annunciato perché è arrivato a Cannes forte dei circa 60 milioni di visualizzazioni sul web e ha sbaragliato la concorrenza di ‘Fist Kiss’ di Wren e ‘Sound of Honda’ – ha detto il giurato italiano -. Anche il Grand Prix a Harvey Nichols è  meritato: va sottolineato il coraggio del brand che ha ribaltato il concetto del Natale dove tutti sono più buoni e ha puntato sul cinismo che però viene reso in una maniera molto sottile e delicata. In corsa c’erano anche ‘Possibilities’ di Nike e ‘Perfect Day’ di Play Station”.

Una conclusione Bertelli la regala sulle tendenze che ha riscontrato nella sezione dei Film. “Ho visto imporsi le campagne sociali anche a fini commerciali, alle quali è stato assegnato il 50% dei leoni. In generale credo che nel futuro si andrà sempre più verso la capacità di creare emozioni, quello per cui la tv si distingue dagli altri mezzi”.

 

Valeria Zonca