Joe Pitka premiato domani con il Leone di San Marco

20 giugno 2014

L’advertising si evolve tra storia, scienza e fantascienza (con il sexy Neil Degrasse Tyson)

Se c’è un nome che rappresenta l’Età Aurea dei registi pubblicitari sicuramente quel nome è Joe Pitka che, nella serata conclusiva dei Cannes Lions verrà premiato con il St. Mark’s Lion, il Leone di San Marco destinato ai grandi dell’advertising. Ospitato da Ogilvy, Pitka si è presentato ieri sul palco del Palais raccontando con una vena d’ironia la propria carriera, attraverso le immagini di grandi spot che portano la sua firma. Come il film per Nike con Michael Jordan e Bugs Bunny che ispirò un classico del cinema di animazione: Space Jam. Una lunga narrazione piena di aneddoti con un gusto agrodolce da ‘bei tempi andati’ quella di Pitka. Ma la nostalgia non ha preso del tutto il sopravvento. Soprattutto quando con i giornalisti Pitka si è lasciato andare a critiche caustiche ed esplicite. L’età d’oro dell’advertising si è conclusa negli anni 80, quando la corsa al profitto ha cambiato i Mad Men in qualcosa di simile ai pescatori che pescano a strascico. Oggi i grandi gruppi lanciano le reti nel mare dei clienti e non buttano via niente. Mentre ai ‘bei tempi’ di Pitka c’erano i veri imprenditori della comunicazione che non esitavano a mandare verso altri lidi i clienti troppo capricciosi.

A mostrare il futuro, ancora grazie all’ospitalità Ogilvy, ci ha invece pensato un astrofisico e brillante storyteller: Neil Degrasse Tyson, anche definito da People Magazine il più sexy astrofisico vivente. Gli scenari si sono così spostati dalla terra al cosmo, immaginando un’alleanza virtuosa tra scienza e advertising in termini di marketing. Una strategia che è già in atto, secondo Tham Kai Meng Worldwide Chief Creative Officer di Ogilvy che arruola tra le proprie file scienziati e matematici, definiti come i nuovi storyteller. Questa nuova alleanza è confermata da Tyson: “Ho visto creativi e artisti che considerano la scienza come la propria musa”. Ci staremmo preparando quindi all’avvento di un’Età di Platino per l’advertising. Il problema, commenta Tyson con un battuta, sarà quando bisognerà trovare un elemento ancora più prezioso per descrivere le ere future. E ancora una volta, l’advertising avrà bisogno degli scienziati.

di Giovanni Lunghi