Google, è impossibile solo se pensi che lo sia

18 giugno 2014

Seminario con Nikesh Arora, chief business officer

In un mondo in cui ogni cosa è connessa a ogni altra, la tecnologia che cresce in modo esponenziale non fa quasi più scalpore. “Ormai viviamo in un mondo di scelte infinite dove chiunque può fare una cosa e condividerla istantaneamente con il resto del mondo, ma credo che nel prossimo decennio la tecnologia comincerà a parlare alle persone”, esordisce sul palco di Cannes Lions Nikesh Arora, chief business officer di Google. E’ difficile osservare la rivoluzione quando ci siamo nel mezzo, ma è fuori dubbio che le nuove tecnologie stiano proseguendo a passo spedito nella creazione di nuovo e avvincente futuro. Un futuro che, per Google, deve seguire alcuni principi basilari per essere davvero nuovo motore di ispirazione per il mondo intero. Passare dalla complessità alla semplicità è tutt’altro che facile, ma per Google questo è forse il concept di base, ben visibile già a partire dalla sua homepage. “Adesso le persone possono parlare con il proprio smartphone e Google vi può dire all’istante in che posto esattamente si trovano o quanto è alto l’edificio che hanno davanti – dice Arora -. E’ facile per le persone fare domande ovunque esse si trovino e ottenere subito delle risposte che facilitano la loro vita. Ma credete sia stato facile tutto questo? E’ stato incredibilmente difficile raggiungere questo livello di semplicità, ma ce l’abbiamo fatta e forse è anche per questo che oggi le persone spendono il 95% del loro tempo su Google”. E l’aspirazione a servire il mondo e il pensare in grande sono gli altri principi su cui si fonda la mission del colosso di Mountain View. Ma non si tratta solo di pensare in grande per Arora. Google pensa in grande in maniera esponenziale. Quello che per il mondo è pensare in grande, Google lo eleva alla decima potenza ed è così che, seguendo la filosofia del think 10X, sono nati progetti come il Project Loon, enormi palloni aerostatici che si muovono spinti dalle correnti della stratosfera per portare internet a quei due terzi della popolazione mondiale che vivono nelle zone più rurali e sperdute del mondo. “Siamo fieri di questo sano disprezzo per l’impossibile che portiamo avanti – conclude Arora -. Per noi la tecnologia diventa realtà solo quando è usata per salvare e migliorare la vita delle persone, in qualunque parte del mondo si trovino”. (E.M.)