Media Lions: Coca-Cola e McCann Lima vincono il Gp con il sorriso

18 giugno 2014

Guido Surci

Massimo riconoscimento al Perù. Nessun premio per l’Italia. Il giurato italiano Guido Surci: “Cannes si conferma un Festival a trazione creativa”

 

E’ targato Perù il Grand Prix dei Media Lions. Ad aggiudicarsi il massimo riconoscimento della categoria il progetto ‘Happy ID’ ideato da McCann Lima per Coca-Cola (con pianificazione di Havas Lima). Con questa operazione il brand ha provato a incrementare il tasso di felicità del Paese del Sud America invitando la gente a sorridere a partire dalla foto sul proprio documento di identità. Così sono state diffuse in tutto il Paese delle cabine fotografiche brandizzate che scattavano la foto solo nel momento in cui le persone sorridevano.

‘Happy ID’ è stato lanciato da McCann Lima in risposta a una ricerca che metteva il Perù in fondo alla classifica mondiale della felicità, nonostante la recente crescita economica. La campagna è stata sostenuta da un sito web e ha coinvolto tutti i media, anche grazie alla decisione di coinvolgere celebrità locali in qualità di ambasciatori.

“Il progetto è stato premiato per la capacità di integrare davvero tutti i mezzi, dall’online alla stampa, dalla tv alla radio e naturalmente i social media, portando risultati eccellenti, partendo da un canale inconsueto. A questo si aggiunge l’uso che è stato fatto della tecnologia che ha consentito di alzare la barra dello storytelling”, ha dichiarato il presidente della giuria Matt Seiler.

Resta a secco l’Italia che nel Media era approdata con tre progetti in shortlist: ‘Operation Hunger’ di Ogilvy & Mather Advertising per Actionaid Italia, ‘Trace your road’ di Saatchi & Saatchi Milano per Lexus e ‘Pets4pets’ di Leo Burnett per Wwf Italia. A questi si aggiungeva anche il progetto ‘#DMDS – Dance more drink slow’ per Heineken  iscritto da Starcom Mediavest Amsterdam, ma con creatività firmata Publicis Italia.

“Mi spiace molto  per le nostre agenzie, i lavori italiani erano validi e in linea con quanto proposto dagli altri Paesi”, ha dichiarato Guido Surci (nella foto), rappresentante italiano nella giuria che ha effettuato la scrematura dei progetti e che nella fase conclusiva ha passato la mano alla giuria ristretta che ha assegnato i premi. “Onestamente – ha continuato – qui a Cannes mi aspettavo un livello medio più alto. Ho trovato case molto simili fra loro e non ho visto progetti che mi abbiano in qualche modo illuminato sul futuro del media.  All’Italia forse sono mancati i grandi budget e un po’ di coraggio nell’implementazione dei progetti, ma in termini di pensiero siamo assolutamente all’altezza”. E sul Grand Prix scelto dai suoi colleghi? “Una bella idea da un punto di vista dell’idea – ha risposto Surci -. E’ la dimostrazione che Cannes si conferma un Festival a trazione creativa”.

Andrea Crocioni

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