State of the Net: il 59% degli italiani contrario alla raccolta dei dati

16 giugno 2014

I dati di ixè sull’impatto della rete nel Belpaese

Gli italiani amano internet e non ne possono più fare a meno, ma cresce la sensibilità verso la privacy. Internet viene utilizzato anzitutto per cercare informazioni, scoprire contenuti e crearne di nuovi. L’eCommerce è praticato soprattutto nella fascia 18-44 anni, mentre gli utenti tra i 55 e i 64 amano parlare di sé sui social quasi quanto i trentenni. Si acutizza il problema della privacy: il 36% teme un utilizzo improprio dei dati personali mentre un ulteriore 20% teme di essere spiato. E la percentuale delle persone contrarie alla raccolta dei dati passa in 10 anni dal 35 al 59%. Il timore che i propri dati vengano utilizzati cresce soprattutto tra chi è un utente abituale di internet: il 41% è spaventato da questa possibilità, mentre il 30% non si preoccupa. E proprio in concomitanza con la crescita dell’utilizzo di internet negli ultimi 10 anni, si è verificata una riduzione della disponibilità a fornire i dati su preferenze e abitudini quanto si guarda un programma tv su internet o si utilizzano i social media. Nel 2004 la raccolta dei dati veniva accettata dal 45% degli utenti solo se veniva effettuata da un istituto superpartes (ad esempio AGcom), mentre il 35% riteneva che non dovesse essere permessa la raccolta di questi dati. Dopo 10 si è verificato quasi un raddoppio di questa fascia di utenti, che si attesta oggi al 59%, mentre la fiducia nelle istituzioni si riduce nettamente: si ferma al 19%. Questi sono alcuni dei dati della ricerca Internet in Italy sviluppata da ixè per State of the Net e presentati nel corso del panel Perceptions of the net a Trieste venerdì 13 giugno. L’utilizzo del web per la ricerca delle informazioni diventa anche la funzione di cui si sentirebbe maggiormente la mancanza se la rete non fosse accessibile per tre giorni. Le e-mail mancherebbero al 24,3%, mentre gli utenti risultano più affezionati alla lettura di notizie (mancherebbe al 12,7%) rispetto alla comunicazione via Whatsapp o Skype e anche rispetto a Facebook, fermi al 4° e al 5° posto con, rispettivamente il 10,8% e il 7,1% delle preferenze. Con percentuali inferiori mancano i servizi come homeb banking e prenotazioni (4,3%), musica e video in streaming (3,1%), blog, chat e forum (2,9%), mentre Twitter e Instagram mancherebbero solo al 2% e l’eCommerce allo 0,2%. Tuttavia, ben 1 italiano su 3 (casalinghe, pensionati e impiegati 45-54 anni) afferma di non avvertire alcuna mancanza se la rete venisse meno in questo lasso di tempo. I più giovani (18-29 anni) e gli over 64 sono tra gli internauti più affezionati alla ricerca delle informazioni. L’utilizzo dei sistemi di messaggistica come Whatsapp è preferito dai giovanissimi, mentre Facebook trova un picco non solo nella fascia 18-29 ma anche in quella 55-64.