La sfida dei Big Data: il data-driven business

4 giugno 2014

“I dati sono la nuova moneta”, ha affermato Hermann Wimmer, president International di Teradata, aprendo ieri mattina a Londra il Teradata Connect  2014, l’appuntamento internazionale dedicato al Data-Driven Marketing, “Non ha quasi più senso ricordare che i Big Data avranno un impatto clamoroso sulle attività di marketing, perché di fatto lo stanno già avendo”. Una consapevolezza sempre più diffusa, ma che non sempre riesce a migrare dall’elaborazione teorica alla attuazione pratica. Come evidenzia infatti  una ricerca effettuata da Teradata e Cerberus a livello paneuropeo, se il 70% dei merketer ammette che il riuscire ad avere una visione unitaria del singolo consumatore è essenziale per sviluppare più alti ed efficaci livelli di personalizzazione nelle attività di marketing, solo il 27 dichiara di riuscire a ottenere tali visione complessiva delle interazioni dei consumatori.

“I Big Data non sono materia riservata ai responsabili IT – ha ribadito Wimmer -, riguardano il marketing e il top management dell’azienda, perché sempre più saranno alla base del successo dell’impresa, specie di quelle più consumer-oriented. Ma sempre  più le aziende dovranno ‘guadagnarsi’ i dati, via via che il consumatori diventerà ‘fornitore’ dell’azienda: fornitore di dati. Guadagnarseli stabilendo rapporti di fiducia, fornendo in cambio servizi a valore aggiunto, o offrendo al consumatore-data provider gratuitamente funzioni o prodotti normalmente a pagamento. Saranno cioè uno strumento di scambio, quasi come il denaro”.
“Da un lato i canali e i punti di contatto, di generazione delle informazioni, all’interno e all’esterno dell’azienda, continuano a moltiplicarsi, ma dall’altro il consumatore è sempre un unico soggetto – ha aggiunto Volker Viewer (nella foto), vice president International Marketing Application di Teradata -. La sintesi del data marketing è un ciclo che si rigenera continuamente. Con le sue azioni, ogni consumatore genera dati, che – raccolti e analizzati – danno lo spunto ad attività di marketing, le quali, a loro volta determinano altra azioni/reazioni, fonte di nuovi dati per il brand e l’azienda, da studiare e utilizzare per ideare ulteriori e differenti strategie di marketing mirato. E via così, all’infinito”.

Andrea Crocioni