Take, cresce il fatturato e il portafoglio clienti. Stime di chiusura 2014 a +20%

20 maggio 2014

Marco Di Marco

Intervista al ceo Marco Di Marco.

Apertura entro un anno e mezzo in Medio ed Estremo Oriente, sviluppo editoriale di Contemporanea in Ucraina e acquisto di testate verticali, nascita della nuova agenzia Things Lab per lo sviluppo di accessori moda connessi al mondo social

 

Nonostante la sofferenza del mercato, l’agenzia Take, costola della ex Spot à Porter nata nel 2013, è in fase ascendente. “Lo scorso anno abbiamo chiuso il fatturato, dato esclusivamente dall’attività di consulenza strategica di comunicazione, a 2,3 milioni di euro e la previsione è di crescere, nel 2014, di un ulteriore 15-20% – spiega a Today Pubblicità Italia Marco Di Marco (nella foto), presidente e ad della società -. Nel portafoglio clienti abbiamo acquisito Samsung nel 2013 e Piaggio nel 2014, mantenendo clienti storici come Fastweb e Pirelli”.

Negli ultimi due anni Take ha creato per Fastweb un nuovo posizionamento con un paradigma di comunicazione “che esce dal mondo delle gag e del testimonial famoso, differenziando il brand dai competitor – precisa il ceo dell’agenzia-. Con Pirelli lavoriamo da 7 anni su tutte le campagne promozionali mondiali e questo lungo rapporto ci consente una sinergia”.

Un altro passo importante è stata la creazione di un hub creativo che oltre a Take comprende la casa di produzione video Red Farm, che ha partecipato attivamente a un’operazione di branded content sviluppato per Samsung, la società editoriale Contemporanea, che edita la free press di lifestyle Club Milano, distribuita in 200 location selezionate della città, e infine Faster, società di btl e logistica: nelle varie società lavorano 60 persone.

Take partecipa attivamente e con convinzione alle attività di AssoCom. “L’associazione è il nostro punto di riferimento, affinché le agenzie indipendenti possano acquisire maggiore peso nella comunicazione: avere Marco Testa come presidente è un segnale forte perché incarna l’esempio di quanto una sigla indipendente possa essere efficace ed è una garanzia per l’attenzione che sta riservando al ‘problema’ – spiega -. Credo che i grossi network vedano l’Italia come un mercato periferico e che quindi non mettano le risorse necessarie a disposizione di creativi validissimi. Diverso è il discorso per un’agenzia italiana che considera il mercato interno principe della propria attività”.

Dal momento però che le campagne adv non possono più prescindere dall’integrazione multimediale, Take, Contemporanea e Red Farm sono recentemente entrate in Iab. “Si deve ragionare attentamente sulle istanze che vengono dal digitale a livello istituzionale: questo lo può fare Iab sia perché proprio questa è la sua vocazione, sia perché è parte di un’identità transnazionale che può ricevere dall’estero idee e case history che possono aiutare a creare in Italia una cultura digitale più consona alla realtà dei tempi”, commenta Di Marco.

Da metà 2013 Take ha aperto una struttura in Russia e l’anno in corso sarà speso per il suo consolidamento.“Insieme al nostro partner Prodea Group, società di Torino specializzata in eventi, abbiamo sviluppato attività di vario genere dal film marketing alla guerrilla, allo sviluppo di app per la forza vendita di aziende che stiamo accompagnando nell’approccio a questi nuovi mercati. La nostra idea di essere in controtendenza, non solo come fatturato ma come strategia ci sta premiando. Un’agenzia italiana deve confrontarsi all’estero. Nel prossimo anno e mezzo abbiamo in programma di aprire nel Medio e nell’Estremo Oriente. Inoltre abbiamo aperto una microstruttura in Ucraina che ci è servita per fare produzione video per il mercato russo. L’Ucraina è un paese molto più vicino all’Europa di quanto si pensi, è un mercato a sé stante per le aziende italiane, soprattutto nel comparto moda”. Lo sviluppo in Ucraina riguarderà soprattutto il mercato editoriale, “trasformando Club Milano in una realtà internazionale e veicolarla anche in quel mercato. In Italia, invece, considerata la crisi che sta vivendo l’editoria tradizionale, stiamo individuando delle testate verticali da acquistare e rigenerare sul web”, ha detto il manager.

Secondo Di Marco, spetta alle agenzie stesse “costruire i segnali di ripresa, dando vita a idee nuove e recuperando la capacità di osare”. La prossima sfida di Take è la galassia Internet of Things. “La nuova agenzia Things Lab, appena fondata, sta sviluppando un braccialetto connesso con i social che spero di lanciare entro il 2014 e altri accessori di moda. Seguendo esempi come quelli di Nike, dell’iWatch di Apple e di Google Glasses è questo il futuro del web, che cambierà il modo di comunicare. Mi aspetto una rivoluzione anche nell’out of home, che non sarà più solo un messaggio  destinato a rendere appetibile un acquisto ma sarà sempre più vendita diretta, quindi con un immediato vantaggio pubblicitario”.

 

Valeria Zonca