FCB Milan porta Frukt in Italia

8 maggio 2014

“La nascita di Frukt Milan rappresenta un altro passo avanti per l’agenzia”, dichiara Diego Ricchiuti, EVP di FCB Milan, nel corso della presentazione della branch italiana di Frukt, il network globale di culture and entertainment marketing con sedi a Londra, New York, Los Angeles e Rio de Janeiro.

“Dopo l’avvio di Golin Harris nel nostro paese, che ci sta portando risultati più che positivi, ecco un altro lancio di una sigla del Gruppo IPG non che non era ancora presente in Italia. Frukt ci consentirà di offrire soluzioni per connettere in maniera rilevante e continuativa i brand ai propri consumatori, attraverso i contenuti offerti dal mondo della cultura e dell’entertainment”.
Alla guida di Frukt Milan ci saranno Franco Ricchiuti, in qualità di President, e Diego Ricchiuti quale Managing Director; entrambi mantengono i rispettivi ruoli in FCB Milan e Golin Harris Italia. “Il lancio di Frukt Milan si inserisce in un percorso di crescita che ha come obiettivo quello di sviluppare servizi Competence Driven a favore dei nostri clienti attuali e futuri. Per questo sarà centrale il travaso di esperienza e case histories che sapremo reinterpretare in chiave locale, quando necessario. La risposta dei clienti è stato prontissima: siamo già al lavoro su due progetti di cui non possiamo al momento fornire dettagli”.
A fianco dei fratelli Ricchiuti, Frukt Milan può contare sull’apporto di due professionisti del settore, Salvatore Passaro e Gian Arnaldi, con i ruoli, rispettivamente, di Strategic Tuner e di Business Amplifier. “Abbiamo fondato Frukt 13 anni fa -ricorda il Ceo di Frukt Group Anthony Ackenhoff – e oggi siamo una delle agenzie che stanno crescendo più rapidamente nel gruppo Interpublic, lavorando su brand quali Bacardi, Coca-Cola, Google, Expedia e Bank of America. Siamo felicissimi del nostro ingresso in Italia e di collaborare con il team creativo e strategico di Frukt Milan, che vanta esperienze preziose che vanno dal brand marketing alla musica”. Nel corso dell’incontro è stata inoltre presentata Field Work, una ricerca continuativa giunta alla terza edizione, realizzata da Frukt sui “popoli e tribù dei festival musicali”. Un lavoro colossale, che ha analizzato più di 200 festival in 30 paesi diversi, per oltre 15.000 ore di musica e 8 milioni di fan presenti, che sono stati “attivati” da 447 brand.

“I festival rappresentano per le marche l’opportunità di entrare in contatto profondo con uno dei target più difficili da coinvolgere: la generazione Y, i cosiddetti “millennial” di età compresa tra i 18 e i 34 anni”, conclude Passaro. “Per riuscirci, come dimostrano i casi di successo esaminati, serve che il brand diventi parte integrante dell’evento, proponendosi in forma innovativa e coraggiosa, senza tuttavia snaturare la propria essenza”.

Massimo Bolchi