Dove mette le donne davanti allo specchio

7 maggio 2014

Una recente ricerca condotta da Dove dimostra come molte donne abbiano una relazione complicata con lo specchio: 1 donna su 3 afferma di sentirsi ansiosa e di sorridere molto raramente davanti allo specchio, perché quello che vede non la soddisfa. Per questo il brand si impegna a creare un mondo in cui la bellezza possa essere fonte di sicurezza e non di ansia per le donne. Con la campagna internazionale Mirrors, firmata Ogilvy London, Dove mostra le reazioni delle donne di fronte allo specchio e le mette a confronto con quelle delle più piccole Le adulte dimostrano di essere le prime e più severe critiche di se stesse, e questo influenza negativamente la percezione della propria bellezza, diversamente dalle bambine alle quali piace la loro immagine riflessa.
L’obiettivo che il marchio si pone con Mirrors è aiutare le donne a rivalutare il modo in cui vedono se stesse, per far sì che ogni incontro con lo specchio possa portare a percepire se stesse e la propria bellezza con positività e sicurezza. Quando le donne si guardano allo specchio vedono molto più del proprio aspetto fisico. Spesso, le donne vedono le emozioni riflesse e tutto ciò è profondamente legato alla sensazione di ansia correlata alla propria immagine.  Un dato preoccupante è che il 60% delle donne intervistate, quando si guarda allo specchio, vede oltre la propria immagine e 1 su 3 sceglie una parola che trasmette sensazioni negative per descrivere il proprio riflesso.

In media una donna si guarda allo specchio più di 6 volte al giorno, totalizzando un ammontare di 50 minuti ogni 24 ore. Un quinto delle donne intervistate afferma di nonto il aver mai amaproprio riflesso, definendo lo specchio come il critico più crudele. Nonostante questa bassa opinione del proprio riflesso, le donne continuano ad alimentare la propria ansia riguardo l’aspetto fisico rimirandosi più volte durante il giorno, anche in luoghi diversi dallo specchio: specchietti delle auto (50%), vetrine dei negozi (48%) e ascensori (44%) .