Sky studia il suo ‘Smart Panel’ per una rilevazione dell’audience più precisa

7 maggio 2014

Entro la fine dell’estate il meter esteso a 10 mila famiglie di abbonati. Sarà possibile misurare l’ascolto in mobilità e l’interazione con i social network. Walter Pancini (Auditel): “Nessun divorzio in vista”

Sky Italia, come anticipato ieri dal quotidiano la Repubblica, sta mettendo a punto un sistema di rilevamento degli ascolti tv che tiene conto dei cambiamenti in atto nelle modalità di fruizione televisiva. Uno ‘smart panel’, che a regime sarà composto da diecimila abbonati alla pay tv, in grado di monitorare anche la visione della tv in mobilità (su smartphone o tablet) e di misurare l’attività degli spettatori sui social network. “Il punto è che noi abbiamo bisogno di capire quali sono i comportamenti dei nostri abbonati e purtroppo gli attuali schemi di rilevazione sono un po’ vecchiotti, abbiamo più volte sollecitato Auditel a essere più innovativi ma la risposta ci sembra un po’ lenta, quindi ci muoviamo noi, con uno strumento non alternativo ma integrativo rispetto all’Auditel”, ha dichiarato Eric Gerritsen, vice presidente esecutivo di Sky Italia per la Comunicazione e gli affari istituzional. “Oggi tra digitale terrestre e satellitare ci sono parecchie centinaia di canali e se il campione non è in grado leggere quello che succede su questi canali per noi è un problema – ha sottolineato Gerritsen – . Le abitudini di consumo della tv sono cambiate, basti pensare che nei fine settimana la Formula Uno, come il calcio, viene seguita da circa 600 mila persone sui tablet. Noi dobbiamo misurare gli effetti del cambiamento, nel dettaglio. Non miriamo a una sorta di autonomia dall’Auditel ma abbiamo bisogno di capire puntualmente quali sono i comportamenti degli spettatori: all’interno del panel Auditel ci sono circa 1.000 famiglie Sky, non ci basta!, dobbiamo essere più ‘granulari’ puntiamo a un panel di almeno diecimila famiglie e contiamo di raggiungerlo, di andare a regime, per la fine dell’estate”.

Per quanto riguarda il cosiddetto ‘second screen’, ovvero l’interazione degli spettatori tv con i social network, Sky starebbe valutando un accordo con Nielsen che, dal prossimo autunno, lancerà anche in Italia il ‘Twitter tv ratings’, il primo strumento di misurazione dell’attività e della reach delle conversazioni su Twitter relative ai programmi televisivi. Secondo Sky, inoltre, lo ‘smart panel’ garantirebbe risultati più precisi anche sull’audience dei break pubblicitari. “I dati sono confidenziali – ha detto Gerritsen alla Repubblica -. Ma un esempio può già dire molto. Secondo Auditel, il 39% dei nostri spot pubblicitari ha un pubblico pari a zero. Non li guarderebbe nessuno perché vanno in onda su piccoli canali dall’ascolto insignificante, sempre nelle stime di Auditel. ‘Smart Panel’ ci rivela che la percentuale di spot a pubblico zero sarebbe molto più bassa, intorno all’8%”.

Ma che cosa risponde l’Auditel, direttamente chiamata in causa dalla pay tv? “E’ un legittimo strumento di indagine interna a fini editoriali, ma non è in competizione con noi né rappresenta un’alternativa”, ha commentato Walter Pancini, direttore generale di Auditel. “Peraltro con Sky – ha precisato – non c’è alcun divorzio in vista: continuano a sedere nel nostro comitato tecnico e a collaborare con noi all’agenda del futuro e alle innovazioni in materia di ascolto in mobilità”. Proprio quest’ultimo, infatti, “è un obiettivo al quale stiamo lavorando da tempo, parallelamente con le altre Auditel europee: siamo in fase di sperimentazione”, ha concluso Pancini.