Mediaset: nei primi quattro mesi raccolta pubblicitaria vicina al pareggio

30 aprile 2014

Mediaset ha archiviato il primo trimestre 2014 con un calo contenuto della raccolta pubblicitaria, in flessione dell’1% rispetto ai primi tre mesi del 2013. Positive le perfomance di aprile della concessionaria Publitalia che portano vicino al pareggio il dato dei primi quattro mesi. È quanto ha dichiarato ieri l’amministratore delegato Giuliano Adreani durante l’assemblea degli azionisti di Mediaset, riunitasi per approvare il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2013 che si è chiuso con ricavi consolidati netti pari a 3.414,7 milioni di euro (3.720,7 milioni di euro nell’esercizio 2012) e un risultato netto di gruppo pari a 8,9 milioni di euro (contro la perdita di 287,1 milioni di euro dell’anno precedente).

“Nel totale dei primi quattro mesi ci stiamo avvicinando al pareggio in un mercato ancora negativo – ha sottolineato Adreani -. Aprile è andato benissimo nella prima parte, mentre nella seconda stiamo soffrendo un po’”. Per l’anno in corso, Adreani si aspetta che il 2014 sia “un anno leggermente migliore del 2013”. Il contesto resta comunque ancora difficile. Il presidente Fedele Confalonieri ha parlato di un utile “fragile” come la ripresa dell’economia italiana. “I dati invitano alla prudenza, la pubblicità non ha ancora smesso di decrescere – ha detto Confalonieri -. Ora si intravede, in primavera, un mercato più dinamico e una lieve tendenza al più. Nei fatti, i nostri ricavi dobbiamo considerarli ancora stabili e l’aver ridimensionato i costi, insieme ad alcune operazioni finanziarie ben riuscite e al miglioramento del debito, ci consente anche di riprendere a investire”.

In particolare Mediaset punta sul progetto di sviluppo internazionale della pay tv, che non è in vendita – come ha precisato il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi – ma potrebbe aprirsi a un partner internazionale. Dopo qualche mese di valutazioni, il gruppo ha annunciato intanto l’integrazione tra le attività pay di Mediaset in Italia (Mediaset Premium) e quelle spagnole, dove tramite Mediaset Espana il gruppo controlla il 22% di Digital Plus. “La nostra volontà è fare la newco, poi decideranno i Cda di Mediaset e Mediaset Espana che stanno lavorando sul valore da allocare al veicolo”, ha chiarito Pier Silvio Berlusconi. Premium, dunque, come ha sottolineato più volte il manager, “non è in vendita”, ma alla luce del progetto di sviluppo delle attività pay in Italia e Spagna “avere un partner industriale che lavori con noi è una cosa che guardiamo favorevolmente”. I contatti ci sono, da tempo, con “numerosi gruppi internazionali” anche se “non sono stati firmati accordi vincolanti”, ha sottolineato il vicepresidente che non ha fatto nomi (in questi giorni la stampa ha parlato di accordi con Canal Plus di Vivendi e con la tv del Qatar Al Jazeera) commentando solo che “ chiunque voglia crescere in Europa nella pay tv deve passare da noi”. Quanto all’ipotesi del nuovo “veicolo” Berlusconi jr ha auspicato che sia definito entro il primo semestre dell’anno. E ha specificato che “per noi il valore di Premium non solo è vicino ma è superiore alle valutazioni più ampie” fatte recentemente dagli analisti finanziari, le maggiori tra le quali raggiungevano gli 800 milioni di euro. I vertici del gruppo hanno anche specificato che la prossima asta per i diritti televisivi per la serie A di calcio non influisce sull’interesse manifestato dall’estero.

Fedele Confalonieri ha lanciato invece l’allarme sui colossi multimediali, gli operatori di Internet come Google, Facebook e Amazon che “producono ricchezza in Italia ma la portano altrove e non pagano le tasse. A noi questa sembra una forma di neocolonialismo”, ha concluso.