Havas Media Group Italia, chiusura 2013 a +12,7%

9 aprile 2014

“Potrebbe essere definita l’era dei pitch moderni”. Isabelle Harvie-Watt (nella foto), ceo & country manager di Havas Media Group Italia, incontrata ieri da Today Pubblicità Italia durante l’ultima giornata del Festival of Media Global, ha descritto con queste parole, quasi un’immagine evocativa, il profondo cambiamento in atto nel mondo media.

“Ci sono casi in cui i clienti non solo danno un brief su come approcciare il mondo dei paid media, ma richiedono una piattaforma strategica per coprire tutti i touchpoint. Ormai c’è solo un messaggio che va poi declinato sui diversi media. E’ come fare riferimento a una squadra con tutti i giocatori che lavorano tutti insieme per segnare e vincere”. Su come approcciare questa nuova era la manager ha dichiarato: “Bisogna partire dal consumatore e da là costruire un’esperienza che porta fino all’acquisto, e lo segue anche dopo. E’ una storia lunga. In Havas Media Group ci sono differenti skills, abbiamo una dimensione che ci ha permesso di poterci ristrutturare”. A confermare che la strada perseguita è quella giusta ci sono i numeri: “Nel 2013 abbiamo chiuso con un +12,7% in termini di ricavi. Siamo stati molto attivi con il new business, che nell’anno appena trascorso ha pesato sul fatturato di circa il 25% (tra i nuovi clienti ricordiamo Iglo, Lg, Emirates, Algida con Magnum, Vueling, Adidas ndr)”.

Il 2014 si presenta ancora con molto incertezze: “Penso sarà un anno complicato. Ci sono tante opportunità. Anche in vista di Expo stiamo proponendo ai nostri clienti pacchetti interessanti. E’ ancora tutto in divenire, ma l’Expo dovrebbe essere legato al futuro, il rischio è che non si colga questo aspetto. L’Italia dovrebbe cogliere questa grande opportunità. Bisognerebbe – rispondendo alla domanda cosa manca all’Italia per fare quel salto in grado di renderla più competitiva a livello internazionale – crederci un po’ di più”. Occorre avere fiducia, quindi. Anche il “fare sistema manca un po’ agli italiani”. In generale il rapporto tra agenzie creative e centro media, qual è? “Da parte nostra c’è la volontà di collaborare sempre di più con le agenzie creative. Occorre lavorare insieme anche sulla parte di analytics. Abbiamo la capacità di creare contenuti esperienze di brand ,a la campagna la fa l’agenzia.

La creatività e il media devono lavorare sempre più in maniera integrata”. Su come sarà il prossimo futuro Harvie-Watt ha affermato: “ Il mobile è cresciuto del 46%, i social influenzano il processo di acquisto del 47%. Il video e il digitale saranno sempre più forti, si privilegerà una Tv verticalizzata a discapito forse della stampa. In ogni caso andremo sempre più verso un’ottimizzazione della parte di buying”. A questo punto le domandiamo se le piattaforme digitali potranno mai prendere il posto dei crenti media: “Non penso, credo invece che in un panorama così complesso sia sempre più necessaria la parte di consulenza e conoscenza”.

Serena Poerio