Mainardo de Nardis: “Se non cresciamo con il new business almeno di due cifre ogni anno non siamo contenti”

9 aprile 2014

Mainardo de Nardis

Omd, a livello globale il 2013 un anno positivo. L’Italia un mercato difficile

“Il 2013 per Omd è stato ottimo – ha dichiarato durante l’ultima giornata del Festival Of Media Global a Today Pubblicità Italia Mainardo de Nardis (nella foto), ceo di Omd Worldwide Group presso Omnicom Media Group –. Ci sono mercati ancora difficili come quello dell’Europa dell’Ovest, per fortuna come tutti gli anni c’è stato un bilanciamento tra regioni che vanno meno bene e altre che vanno meglio e poi nel tempo si ricompensano. Ottimo ad esempio è stato il mercato degli Stati Uniti, buono il mercato in Asia, America Latina crescente e grande Europa dell’ Est”.

E in questo quadro generale il nostro Paese come si configura? “L’Italia è difficile, per tanti motivi. Gli investimenti non stanno crescendo, i margini delle agenzie non stanno aumentando, la qualità paga meno di altrove, c’è molta ricerca di sconto, tendenza al ribasso, si punta poco sui nuovi talenti. In Italia mancano ambizione e internazionalità. Ambizione perché siamo schiacciati e non guardiamo a sufficienza quello che succede al di fuori dei nostri confini, internazionalità perché nel settore della comunicazione l’Italia non è mai stato un leader internazionale. Eventi come questo mi fa piacere che siano in Italia e a Roma, perché portano un confronto.  Nessuno è perfetto ogni Paese ha qualcosa da dare e qualcosa da prendere. Avere questo tipo di avvenimenti in Italia facilita”.

Quanto pesa il new business sul totale del fatturato? “Se non cresciamo con il new business almeno di due cifre ogni anno non siamo contenti, il new business è fondamentale perché siamo in grado di dimostrare a noi stessi di competere e vincere, e poi perché con un parco clienti elevato come il nostro ci sarà sempre qualche cliente che va meno bene e quindi senza new business si va indietro”. Commentando il primo quarter del 2014: “A livello globale i primi mesi dell’anno a parte le gare che sono partite l’anno scorso che sono arrivate a scadenza naturale direi che c’è meno attività e meno fermento”.

Sui grandi cambiamenti in atto nella comunicazione il manager ha commentato: “Parlando della comunicazione in questi ultimi due anni ci sono alcuni trend che sono importanti e che stanno cambiando il settore. Il primo è quello della mobilità, perché finalmente abbiamo strumenti con cui riusciamo a controllare dove riusciamo a parlare con il consumatore e abbiamo la possibilità di raggiungerlo nel momento giusto. Il secondo cambiamento è la tendenza di tutti i nostri clienti di voler misurare diversi risultati della comunicazione. Una volta erano risultati prettamente di marketing, oggi di nuovo con l’avvento del digitale e la capacità di gestire il data management in maniera totalmente diversa riusciamo a capire qual è la domanda per il prodotto. Riusciamo davvero a gestire un valore di business e ad avere dei kpi dove si riescono a misurare obiettivi di comunicazione in termini di business. Sono questi i due grandi cambiamenti degli ultimi due anni. La comunicazione deve portare dei risultati misurabili e concreti in termini di business”. Continua l’egemonia dei numeri? “I numeri sono tutto se sono non un obiettivo ma una misurazione”.

Serena Poerio