Ipg Mediabrands Italia, nel 2013 crescita a doppia cifra. Raddoppiato il volume d’affari digital

8 aprile 2014

Si è chiuso con una crescita a doppia cifra il 2013 di Ipg Mediabrands Italia. “Sia UM che Initiative hanno registrato un risultato significativo – ha dichiarato durante la prima giornata del Festival of Media a Today Pubblicità Italia Gian Paolo Tagliavia (nella foto), chief executive officer di IPG Mediabrands – . Rispetto al 2012 è raddoppiato il volume d’affari digital, passato dal 10% al 20% del totale, la parte search e social è andata particolarmente bene. Abbiamo molti clienti internazionali che sono stabili, e quindi circa la metà della crescita è organica, poiché al cliente vengono proposte soluzioni sempre più sofisticate”. Tagliavia sul profondo ripensamento richiesto all’industria dei media ha affermato: “Ci sono due direttrici su cui bisogna lavorare. Bisogna volere il cambiamento e far sì che vada di pari passo con i desideri delle persone”. Tutti hanno a che fare con margini bassi, sia agenzie creative che centri media. Sulla nuova identità del centro media, il manager ha affermato: “Il rapporto con l’agenzia creativa è di due nature.  In ruolo delle agenzia creativa come quello dell’agenzia media è ricca e importante. C’è quindi osmosi e collaborazione. Si lavora a storie per il cliente,  le storie insieme a noi vengono declinate per obiettivi.  Altro conto è che si occupa di social fa un po’ di media e un po’ di creatività. Le agenzie media sono state sollecitate negli ultimi anni da un contesto in profondo rinnovamento e noi che siamo stati esposte siamo diventati più centrali”. Ma come fare a non polverizzare il messaggio sulle diverse piattaforme di diffusione? “Il cuore della storia creativa deve essere un cuore forte. In definitiva vince l’idea creativa associata a una piattaforma in grado di amplificarla”. L’Italia come si posizione nel paesaggio internazionale del settore? “Il nostro Paese nell’industria del media per dimensione relativa continua a essere un mercato importante nell’Europa occidentale, essendo un mercato percepito come poco dinamico a livello di investimenti bisogna dimostrare di poterli far rendere. Nel 2013 il mercato negli ultimi 3 anni ha perso circa il 30% in Italia, per il 2014 si prevede una minima crescita, per arrivare a un consolidamento effettivo del +2-3% si deve aspettare il 2015. Molto dipende da ciò che il governo riesce a fare”. In riferimento ad AssoCom dove come gruppo IPG Mediabrands ha sia Um che Initiative: “Molto probabilmente si è privilegiata la volontà di essere inclusivi. Forse si è ritenuto opportuno avere una guida che potesse tendere una mano e far rientrare altri soggetti”.

Serena Poerio