Gruppo Espresso, raccolta in flessione del 15,4%

27 febbraio 2014

Approvato il bilancio al 31 dicembre 2013

 

Ricavi editoriali e raccolta pubblicitaria ancora in calo per il Gruppo Espresso, anche se migliora l’indebitamento netto e si archivia il 2013 con un utile netto di 3,7 milioni di euro. Queste le principali evidenze contenute nel bilancio, approvato ieri dal cda, riferito ai risultati consolidati al 31 dicembre 2013. I conti presentati dall’amministratore delegato Monica Mondardini (nella foto) mostrano ricavi netti consolidati pari a 711,6 milioni di euro, in calo del 12,4% rispetto al 2012 (812,7 milioni), come conseguenza della crisi che interessa l’intero settore.

I ricavi diffusionali, pari a 248 milioni mostrano una flessione del 5,8% rispetto all’esercizio precedente (263,2 milioni), in un mercato che continua a registrare una significativa riduzione delle diffusioni dei quotidiani (-10,1%). Le buone performance delle testate del Gruppo, in rapporto ai segmenti di mercato di riferimento, si confermano anche nel 2013.

I ricavi pubblicitari, pari a 403 milioni di euro, hanno registrato una flessione del 15,4% rispetto all’esercizio precedente. Per settore, la stampa registra un decremento della raccolta pubblicitaria del 19,5%, con una contrazione inferiore a quella dell’intero comparto (-21,2%); la flessione è  risultata più accentuata per i periodici e più contenuta per i quotidiani locali. Anche le radio subiscono un calo sensibile, -9,5%, sostanzialmente in linea con quello dell’intero comparto (-9,3%). Pressoché stabile, infine, la raccolta su internet, -0,9%, in un mercato che ha registrato una leggera flessione (-1,8%). A questo proposito, si segnala l’ottimo andamento delle audience dei siti del Gruppo: essi hanno raggiunto una media di 1,8 milioni di unique browser giornalieri, con un incremento del 4% rispetto al 2012 (dati AWDB, esclusi utenti tablet e smartphone). In particolare, Repubblica.it ha registrato 1,4 milioni di utenti unici nel giorno medio, confermandosi come primo sito di news in lingua italiana.

I costi totali registrano una riduzione del 9,6%; escludendo le attività di edizione digitale e televisione digitale terrestre, i cui costi sono aumentati in quanto attività in sviluppo, si registra un calo dell’11,2%, grazie alle ulteriori misure di razionalizzazione poste in essere, in particolare nelle aree industriali e amministrative. Il margine operativo lordo consolidato è pari a 63,5 milioni rispetto ai 102,4 milioni del 2012; la società ha registrato 16,8 milioni di oneri di riorganizzazione. Il calo del margine operativo lordo ha riguardato in modo particolare le attività più fortemente esposte  all’andamento del mercato pubblicitario, radio e quotidiano nazionale;  buona, invece, la tenuta del margine operativo lordo dei quotidiani locali, relativamente  ai quali il calo del fatturato e stato interamente compensato  con la riduzione dei costi. Il risultato operativo consolidato è  pari a 31,3 milioni rispetto ai 60,4mn dell’esercizio precedente. Il risultato netto consolidato riporta un utile di 3,7 milioni, contro 21,8 milioni del 2012.

Per l’esercizio 2014, il mantenimento del successo nei prodotti tradizionali, la riduzione dei costi ad essi riferiti, lo sviluppo del digitale e la valorizzazione degli asset televisivi restano le linee guida della gestione del Gruppo. A inizio ottobre il Gruppo ha siglato un accordo non vincolante relativo a una possibile integrazione tra le attività di operatore di rete della controllata Rete A e Telecom Italia Media Broadcasting (TIMB), controllata daTelecom Italia Media. L’operazione è attualmente in fase di negoziazione: grazie all’integrazione dei Mux di TIMB e di Rete A su un’unica piattaforma tecnologica digitale, creerebbe l’operatore di rete indipendente leader in ltalia. Per quanto riguarda infine le attese sui risultati dell’esercizio 2014 la visibilità resta limitata: se, da un lato, la radio appare in ripresa, dall’altro, l’evoluzione della pubblicità su stampa rimane critica.