Brand Identity GrandPrix, si alza il sipario: questa sera la premiazione

6 febbraio 2014

L’appuntamento è per questa sera, a partire dalle 18,30 presso il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, con la cerimonia di premiazione della 19esima edizione del Brand Identity GrandPrix. L’evento, organizzato dal gruppo editoriale TVN Media Group, chiama a raccolta le principali professionalità del settore e intende proporsi come valido termometro dell’effervescenza della creatività italiana, rappresentando l’occasione per mettere in evidenza tendenze e scenari del mondo della comunicazione visiva emersi nel 2013. Sul palco si alterneranno, al fianco del presentatore Gip, i vincitori dei premi categoria, tra i quali verrà proclamato il GrandPrix 2013. Tra le novità di questa 19esima edizione la numerosa presenza d’iscrizioni da parte di agenzie internazionali che innalza ulteriormente il valore dei riconoscimenti assegnati dalla Giuria, guidata dal presidente Antonello Fusetti, direttore della Scuola Politecnica di Design, e composta da autorevoli personalità accademiche e aziendali del mondo della comunicazione visiva. Tra le riconferme della manifestazione, il riconoscimento speciale ‘Premio Arte e Culture della Comunicazione’, conferito a una personalità dell’arte e della comunicazione che si sia particolarmente distinta nell’esplorare questi due territori della creatività. Se la scorsa edizione il premio era andato al pittore e scultore Ugo Nespolo, quest’anno verrà assegnato all’architetto Fabio Novembre, per la sua capacità di essere “uno dei maggiori esponenti del design ‘made in Italy’, capace d’interpretare con sensibilità le tendenze e il gusto della società odierna, creando ogni volta oggetti, spazi e stili destinati a stupire”. “Io credo che il lavoro sullo spazio, che poi è quello di cui mi occupo, sia uno dei più efficaci strumenti di comunicazione che ci siano – spiega Fabio Novembre, che sarà presente in sala questa sera per ritirare il Premio Arte e Culture della Comunicazione -. Il design rappresenta la nostra naturale tendenza a modificare le condizioni che ci circondano. In qualche maniera tutto è design perché tutto è frutto di scelte precise, di decisioni prese. E’ attraverso queste affermazioni progettuali che noi abitualmente comunichiamo. Se poi dovessimo evolvere, il ragionamento non potrebbe prescindere dalla lettura delle nostre azioni come parti di una storia da raccontare. E’ così che il progetto diventa comunicazione, o meglio narrazione”.