Boss in incognito, il nuovo asso nella manica di Rai 2. Teodoli: “Superare la media del 7%”

27 gennaio 2014

Un nuovo format in prime time da stasera con la voce narrante di Costantino della Gherardesca: 4 puntate con 4 top manager ‘irriconoscibili’. A marzo arrivano The Voice ed Elio e le Storie Tese in seconda serata

 

Quello che Arianna Huffington ha definito come il programma ‘più sovversivo della televisione’ sbarca in Italia da questa sera su Rai 2 in prime time. Si tratta di Boss in incognito, un format basato sull’originale Undercover Boss creato da Studio Lambert. La produzione è di Rai 2 in collaborazione con Endemol Italia. In ognuna delle 4 puntate, un imprenditore si traveste e per una settimana si inserisce nei ‘livelli più bassi’ della propria azienda, fa esperienza tra diverse e inusuali mansioni e tira le somme per cercare di portare a galla e di risolvere le varie problematiche. Al termine di una settimana, il boss convocherà nella sede centrale dell’azienda tutti i lavoratori con cui è entrato in contatto, e dopo aver svelato la sua vera identità, potrà premiarli e migliorare le loro condizioni di lavoro.

Protagonista della prima puntata l’imprenditore romano del settore abbigliamento David Hassan, a capo di 7camicie, della seconda Giovanni Battista Pizzimbone, a capo di Biancamano, società che si occupa di raccolta  e stoccaggio di rifiuti.

“Un programma che si inserisce nel rinnovamento dell’offerta di rete con prodotti originali – spiega Angelo Teodoli, direttore di Rai2 -. Boss in incognito nasce per far incontrare due mondi separati e distanti, riportando sotto una luce reale il rapporto tra imprenditori e lavoratori: lo fa in modo delicato ma manche incisivo. E’ un programma diverso, girato tutto in esterna, con un racconto costruito come un film e racconta la realtà in un’ottica costruttiva e di miglioramento dei rapporti tra top e base. Da un lato, l’imprenditore ha la possibilità di vedere quali sono gli sviluppi del lavoro e come vivono i dipendenti, dall’altro riscopre e mette in gioco il fattore umano”.

A seguire e commentare l’evoluzione dei boss camuffati, un volto noto del canale: Costantino della Gherardesca.

“Un programma che fa uscire la parola ‘catarsi’ e che è l’anti The Apprentice da un punto di vista ideologico – commenta -. La mente geniale di Stephen Lambert, dietro al programma commerciale, ha puntato a una vera e propria agenda politica di welfare”.

La rinnovata fiducia della seconda rete Rai a della Gherardesca non è casuale. “Con Pechino Express 2013 è riuscito a imprimere al programma un tono più coerente e un profilo ironico incarnando perfettamente l’idea di rinnovamento del canale – aggiunge Teodoli -. E’ ovvio che, sia la situazione economica sia l’assetto attuale del sistema tv non consentono di rivoluzionare tutto in tempi brevi. Inoltre, il pubblico è ampiamente servito dalla proposta dei canali digitali e quindi per la tv generalista è una sfida difficile scegliere i giusti prodotti in cui credere. Cerchiamo di combatterla con programmi come The Voice  (che ripartirà il 12 marzo con Federico Russo e Valentina Correani al timone, ndr), Detto Fatto, Made in Sud e con Boss in incognito. E cerchiamo di proporre qualcosa di diverso rispetto alle altre reti Rai: ci proveremo anche con programmi in seconda serata molto divertenti in partenza da marzo come quello con Elio e le Storie Tese”.

“Ringrazio Rai 2 per il coraggio che ha dimostrato nell’inserire in prime time un programma così innovativo, che cavalca la tendenza del docu-reality, risparmiando sui costi di produzione che sono notevolmente inferiori rispetto a un programma in studio. Boss in incognito non dà messaggi, vuole essere solo intrattenimento”, precisa Paolo Bassetti, presidente e ad di Endemol Italia. Ogni puntata dura 75 minuti. “Anche quella di fare un programma compatto, senza eccessi di tempi morti, è una scommessa – conclude Teodoli -. Gli obiettivi di audience? Pareggiare e preferibilmente superare la media di rete che si assesta sul 7%”.

 

Valeria Zonca