Diego Masi: “Meglio una AssoCom più omogenea”

23 gennaio 2014

“La sostenibilità di questo pianeta è nelle mani delle imprese che lo hanno depredato e che oggi devono fare una scelta di responsabilità”: è il messaggio che Diego Masi lancia al mondo delle aziende con il suo nuovo libro ‘Da predatori a imprenditori. Come le imprese dovranno rispondere alla sfida della sostenibilità per non farsi ‘rovinare’ dalle tasse’ che sarà presentato questa sera a Milano presso l’Impact Hub di via Paolo Sarpi, 8 (ore 17,45).

Per l’occasione è stata organizzata una tavola rotonda dal titolo ‘Verso un Csr più radicale’ che vedrà impegnati esperti del mondo della comunicazione, della CSR, del profit e del non profit. “In questi anni – ha spiegato Masi, anticipando i temi della serata -. Le aziende hanno ‘preso’ senza pagare lo scotto. Oggi ci troviamo ad affrontare problematiche come il sovrappopolamento e la mancanza delle risorse naturali. Tutto ciò non è più possibile, anche perché si è creato un movimento di consapevolezza le cui istanze sono amplificate dall’azione delle Ong. Se il mondo della comunicazione in passato ha avuto la responsabilità di spingere la società verso il consumismo, adesso paradossalmente attraverso gli spazi aperti dai social network diventa uno strumento per dare voce a chi fino a ieri non aveva voce. Questo deve essere il secolo del riequilibrio.La mia non vuole essere una battaglia politica, ma un invito all’autodisciplina, prima che sia troppo tardi. Le aziende devono usare parte dei propri profitti per la collettività”.

Il lancio della serata ci ha dato l’occasione di chiedere al past president di AssoCom un commento sul nuovo corso dell’associazione. “I movimenti che hanno segnato questo ultimo periodo, in primis la ridiscesa in campo di Marco Testa,  sono i sintomi di un maggiore chiarimento dello scenario”, ha sottolineato Masi. “Quello che si è visto in questi ultimi dieci anni, culminati con le dimissioni di Massimo Costa dalla guida dell’associazione e con l’uscita delle agenzie di Wpp, denota il disinteresse delle multinazionali per il nostro Paese. L’Italia è uscita dai radar – ha aggiunto -. Oggi AssoCom è più omogenea e sono convinto che potrà avere un’importante funzione per supportare le nostre agenzie nelle attività di networking internazionale. La presidenza Costa, lo ammetto, è stata un mio errore. Pensavo di tenere dentro l’associazione tutto il mondo Wpp, rallentando un processo di allontanamento che invece andava accelerato. Oggi finalmente chi è rimasto ha degli interessi comuni. Anche per questo consindero non solo velleitario, ma inutile il tentativo di far rientrare le agenzie internazionali che hanno lasciato AssoCom”.

Andrea Crocioni