Homi apre le porte: al digital oltre il 35% del budget adv

21 gennaio 2014

Dal 3 febbraio il Salone del lifestyle proseguirà online con Homi+

 

Ha debuttato ieri Homi, l’ex Macef che ha affidato a Ogilvy & Mather Italy brand identity, naming e promozione online. Sotto il segno del digital va il ripensamento del Salone dedicato al lifestyle, a Fiera Milano fino al 22 gennaio. Non è un caso che questo cambio di guardia abbia influenzato anche il media mix. “Quest’anno i canali digital hanno assorbito oltre il 35% del budget in comunicazione, investimento destinato ad aumentare” ha annunciato a Today Pubblicità Italia il direttore della manifestazione, Cristian Previata.
A riprova del sodalizio tra Homi e il web, dal 3 febbraio e per otto settimane, partirà la versione online della fiera: il portale www.homiplus.it accoglierà oltre 300 stand aziendali e più di 13 mila buyer. È il terzo anno che la kermesse si ‘duplica’ (prima l’iniziativa era chiamata Macef+, oggi Homi+). Positiva la risposta del pubblico, che ha fatto segnare un ragguardevole incremento delle pagine visitate (505 mila nell’ultima edizione rispetto alle 440 mila della precedente). Forte, inoltre, la presenza di clic stranieri, principalmente da Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Spagna, Francia, Grecia, Svizzera, Giappone e Turchia. Homi+ è una piattaforma indipendente sviluppata in collaborazione con Fiera Digitale, realtà facente capo a Pitti Immagine.

Homi, lifestyle e ‘smartphone shopper’ finalmente a confronto

‘Nuove esperienze di consumo per nuovi stili di vita’ è stato il tema del convegno inaugurale di Homi, durante il quale Alessandro Zanotti, Travel & Retail BU Director di Google, ha presentato i cosiddetti ‘smartphone shoppers’, ovvero gli utenti che usano il proprio device per raccogliere informazioni online sui prodotti: stando alla ricerca costituiscono il 79% dei possessori di telefonino di ultima generazione, “un oggetto irrinunciabile per la maggior parte degli italiani, primato che ci consente di recuperare il ritardo con cui è partito da noi l’e-commerce – ha detto Zanotti a margine dell’incontro -. In futuro stimiamo che un cliente su 3 preferirà l’informazione online al commesso per reperire informazioni anche dentro al punto vendita”. In definitiva la compenetrazione tra mobile e store fisico condurrà alla formazione di un “mono-canale, in cui non sarà più possibile distinguere tra digital e offline”.
Ma cosa cercano gli ‘smartphone shoppers’? In primo luogo le istruzioni su come raggiungere il punto vendita (58%), gli orari di apertura (57%) e le informazioni utili per comparare modelli e per trovare offerte convenienti (44%), mentre solo il 19% acquisterà un prodotto online.
“Si tratta di uno scenario dal potenziale enorme che ci coinvolge direttamente in quanto, grazie alle nostre piattaforme di comunicazione, rendiamo possibile l’interazione. A oggi i settori più interessanti sono il travel e il retail”, ha aggiunto Zanotti.
L’ibridazione dello shopping sta interessando anche la grande distribuzione, come ha testimoniato Roberta Viviani, direttore commerciale Non Food di Coopitalia, facendo notare come il consumatore smart premi sempre di più le offerte non omologate, in grado di suscitare il suo interesse informato, ed è sempre più lontano dalla fascinazione dei vecchi messaggi pubblicitari.

Paola Maruzzi