Marco Girelli (OMG): “Dare sostanza e concretezza alla trasformazione”

8 gennaio 2014

Il gruppo chiude il 2013 con un billing di 850 milioni di euro di cui circa 50 milioni di new business. Il ceo, eletto lo scorso 18 dicembre nel Consiglio Direttivo di AssoCom, che oggi si riunisce per nominare i due vicepresidenti, riflette sulla trasformazione delle centrali media

 

Appena eletto al nuovo Consiglio direttivo di AssoCom, Marco Girelli (nella foto), ceo di Omnicom Media Group, è consapevole che lo aspetta un grande lavoro, in seno all’associazione e fuori, in un momento in cui il media sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Dal momento che ci sono temi caldi, da tempo insoluti, il must sembra essere ‘dare sostanza e concretezza alla trasformazione’.

“Da una parte le agenzie media nei prossimi 2-3 anni subiranno una ulteriore polarizzazione. Tre o quattro grandi gruppi che si interfacceranno principalmente con Google  e Facebook: l’evoluzione delle nostre case madri sarà quella di avere un rapporto direttamente con gli editori televisivi  e digitali, quindi il media sarà il loro interlocutore e dovrà essere in grado di suggerire contenuti”, ha introdotto Girelli in un’intervista a Today Pubblicità Italia.

In questa direzione si inquadra l’ampliamento all’interno di Omnicom Media Group della unit Fuse, dedicata al branded content.

“Il secondo polo di trasformazione riguarda la sfida che ci stanno lanciando i clienti – ha proseguito il manager -. In questo momento di grande crisi, le aziende sono spasmodicamente in cerca di nuove opportunità di business, anche se la tattica sta superando la strategia. Cambiano le domande delle aziende: non si tratta più di definire un piano di buying, ci chiedono di essere loro partner e di aiutarli a immaginare progetti crossmediali e nuovi posizionamenti. Con responsabilità raddoppiate rispetto a qualche anno fa, le centrali media diventeranno delle agenzie di comunicazione a 360°: significa che influenzeranno fortemente la creatività, che ne creeranno le premesse attraverso dei piani mirati da cui usciranno anche le campagne pubblicitarie atl, ma non solo”.

OMG ha chiuso il 2013 con un billing di 850 milioni di cui circa 50 milioni di new business, che ha permesso di recuperare la flessione degli investimenti dovuta al mercato. Di questi, 200 milioni arrivano da Phd. “Abbiamo difeso molti clienti, tra cui Hasbro e Carlsberg, e vinto clienti locali tra cui Mediolanum, Sisal, Asics, Fnac, Giovanni Raspini, Gsk – ha spiegato Girelli -. Il 2013 è stato un anno importante per noi perché abbiamo investito molto sulla nuova sigla Phd che, guidata dal giovane Vittorio Bucci, sta percorrendo un iter incentrato sull’innovazione e sulla sensibilità alla tecnologia. Anche la divisione Fuse ha superato il budget prefissato. Penso che il 2014 sarà in linea con i risultati di quest’anno”.

L’altra grande sfida dei centri media è quella del digital, che significa interpretare le infinite potenzialità della rete e leggere le informazioni che ne derivano. “Il web necessita di regole, logiche e metodo come qualsiasi altra disciplina. Siamo subissati da dati e informazioni, utilizziamo sistemi che spesso non si parlano tra di loro e che aumentano il rischio di diffondere analisi, ricerche e conclusioni sbagliate. Il centro media deve diventare affine a un istituto di ricerca e avvalersi di figure professionali specializzate. A differenza di anni fa non è più possibile ‘dominare’ questo mestiere senza avere una squadra d’eccellenza alle spalle. Non deludiamo i nostri clienti ancora una volta”, ha concluso Girelli.

 

Valeria Zonca