Netcomm, obiettivo 2014: “L’ecommerce deve abbracciare la qualità”

8 gennaio 2014

Roberto Liscia interviene in vista della nuova direttiva europea sui diritti dei consumatori

 
Raggiunta la considerevole cifra di 14 milioni di eshoppers, l’ecommerce italiano si prepara a nuove sfide portando a completa maturazione ciò che Netcomm ha seminato tempo fa. “Mi riferisco al sigillo a garanzia di un servizio di qualità – spiega Roberto Liscia (nella foto), presidente del consorzio -, un percorso intrapreso l’anno scorso a cui hanno aderito sin da subito una trentina di aziende. Ora l’obiettivo è arrivare a 500 soprattutto in vista dell’entrata in vigore, il 13 giugno prossimo, della nuova direttiva europea sui diritti dei consumatori che offrirà strumenti di tutela più forti, con ovvie ricadute anche sul mercato digitale”.
Sensibili alla sicurezza e alla trasparenza dei siti sono, in primo luogo, gli utenti. “Da una nostra ricerca risulta che 6 milioni di persone sa cosa sia il sigillo Netcomm e il numero è destinato a crescere data la viralità dell’argomento”.
Se è vero, infatti, che l’e-commerce è un tema jolly (durante tutto l’anno flash sales e couponing spingono acquirenti indecisi), non basta utilizzarlo meccanicamente per conquistare nuove fette di mercato. “Il marketing online non è una semplice trasposizione del reale, i brand devono sapere che il punto non è vendere bensì creare una relazione di fiducia a lungo termine. Fuori conta soprattutto il prodotto, alla rete questo non basta. Ecco perché è importante il customer care che si sta evolvendo anche grazie ai social e alle chat”, servizi fino a poco tempo fa inesistenti e oggi traducibili in nuovi posti lavori: “Solo in Europa ne sono nati 2 milioni”, precisa Liscia.

 

Sicurezza nei pagamenti, tutto pronto per il debutto di MyBank

Altro buon proposito di Netcomm sarà allargare il bacino dei suoi associati: “A fronte degli attuali 200, nel giro di un anno e mezzo vogliamo raggiungerne 500”, spiega il presidente. In questo modo il consorzio italiano potrà allinearsi al ‘cugino’ francese ma sarà ancora lontano dall’Olanda, che conta più di 2 mila realtà aderenti.
Confronto in chiave internazionale sarà il concetto principe di questo 2014: “Lavoreremo per creare un meccanismo di federazione a livello europeo. Prioritario sarà, inoltre, il tema pagamenti: quest’anno verrà adottato il sistema paneuropeo MyBank che consente lo shopping online senza dover processare i dati della carta di credito: le grandi banche hanno capito l’importanza dell’ecommerce. Ultimo ma non meno importante obiettivo è sviluppare dei criteri per la logistica basati sulla qualità”.
Sul fronte pubblicitario si è visto come il 2013 abbia sancito lo sdoganamento in tv di diversi big player del commercio elettronico, “una tendenza destinata ad aumentare senza precludere un altro fenomeno: l’investimento digitale è destinato a rimanere entro il circuito digitale, a fronte di una tv sempre meno generalista”.
Parlare di digital advertising non può non chiamare in causa la nota dolente della web tax, in vigore dal primo luglio, che imporrà alle imprese straniere operanti nel nostro paese ad aprire una partita Iva. Per Liscia si tratta “a tutti gli effetti un’imposizione di tipo protezionistico, una vera e propria toppa, frettolosa e poco efficace, a un problema più ampio e complesso, che peraltro nel corso dei prossimi mesi sarà risolto in sede europea con una regolamentazione ad hoc intesa ad armonizzare le imposizioni difformi tra stati europei”. L’Italia è, infatti, l’unico paese ad aver adottato una simile iniziativa fiscale autonoma.

Paola Maruzzi