Marco Testa pronto a essere il ‘coach’ di un team coeso

16 dicembre 2013

Il presidente e ad dell’agenzia Armando Testa è sceso  in campo per restituire immagine e forza a tutte le aziende del settore, perseguendo la coesione con l’apertura ai nuovi associati e il recupero dei fuoriusciti. La sua AssoCom “dovrà rientrare in tutti i tavoli importanti delle istituzioni”. Con Bonori nessun antagonismo, il media sarà centrale nel Consiglio

 

 

Per presentarsi alla stampa come candidato al Consiglio direttivo di AssoCom, Marco Testa (nella foto) ha scelto il film di Oliver Stone Ogni maledetta domenica e in particolare il discorso negli spogliatoi del coach Tony D’Amato. “O risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro fino alla disfatta. Siamo all’inferno: possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi oppure aprirci la strada lottando verso la luce. O risorgiamo adesso come collettivo o saremo annientati individualmente”, cita il personaggio interpretato da Al Pacino.

“Il film finisce bene, adesso dipende da noi”, ha introdotto il presidente e ad dell’agenzia Armando Testa, che ha deciso di scendere in campo,  dichiarando la sua disponibilità a essere il presidente dell’associazione per la seconda volta, dopo il mandato il mandato 2006-2008.

“Candidarmi era l’ultimo dei miei pensieri, poi me l’hanno chiesto e allora ho pensato che arriva un momento in cui si sente il bisogno di fare qualcosa per affrontare i problemi – ha spiegato -. Questo mondo è la mia passione e da appassionato non voglio vedere che tutto sia lasciato andare senza combattere”. Un suo programma ancora non esiste ma la sua parola d’ordine è ‘esserci per lottare’. Quella che pensa di poter realizzare è un’associazione forte  e coesa che si impegni a recuperare credibilità, efficienza e immagine in ambiti nazionale e internazionale.

“Perché certe aziende indicono gare invitando le agenzie straniere? – si chiede -. E’ arrivato il momento di invertire la tendenza, ma questo è possibile solo lavorando tutti insieme. Ricordiamoci che non c’è più tanto tempo per risollevare le sorti non solo della categoria ma dell’intero Paese, se non ci rimbocchiamo le maniche adesso. E’ importante anche recuperare la fierezza di essere italiani, ma l’Italia è anche nella fierezza di chi lavora in una multinazionale ed è ‘riconosciuto’ come italiano. Anche se con la mia agenzia sto facendo sforzi  e investimenti di dimensione internazionale, credo nell’Italia come forza”.

Testa pensa a un parterre di candidati al Consiglio direttivo di qualità e capace di rappresentare tutte le discipline della comunicazione. “Alcuni non li conosco personalmente; tra gli altri vorrei avere al mio fianco Marco Girelli, Layla Pavone, Enrico Gasperini, Marco Gualdi, Emanuele Nenna: tutte persone che stimo, ma non sono il ‘mio’ team. Sono aperto e disponibile a interfacciarmi con persone dei vari comparti che propongono idee nuove. Vittorio Bonori non lo conosco personalmente, ma al mio tavolo potranno sedersi tutti e il media avrà un grande peso:  se le centrali media si metteranno d’accordo tra loro, si affronteremo insieme tutti i problemi, anche quello dei diritti di negoziazione. Io potrò essere più o meno d’accordo, ma rappresenterò tutti i gruppi. E cercherò di difendere i piccoli e gli indipendenti che necessitano di rassicurazione”.

La sua è un’apertura totale: pensa al mondo delle ricerche e dei dati, a un incontro con UPA, IAB . Ha già applicato qualche arte della diplomazia per convincere alcune delle agenzie fuoriuscite a rientrare in campo (tra cui Wpp e Tbwa, ndr). “Non ci sono riuscito, ma il mio obiettivo è quello, anche di ricevere la loro collaborazione esterna. Allo stesso tempo voglio allargare la base associativa alle giovani realtà digitali”.

Significativo è il suo appello finale. “Non ho la certezza di arrivare alla presidenza ma mi sono candidato per essere votato. Spero di avere una funzione da mediatore tra le varie parti ma anche di battere i pugni sul tavolo se serve a far sentire la nostra voce. Non ho la bacchetta magica e non posso dire che cambierà tutto a breve, ma di certo ci proverò”.

 

Valeria Zonca

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