Nasce LLG, il big del beauty luxury italiano

6 dicembre 2013

Nasce LLG Leading Luxury Group, il più grande polo del beauty luxury in Italia. L’operazione prende forma con l’acquisto da parte di Orlando Italy, già azionista al 50% di Limoni, di La Gardenia Beauty, che con 170 negozi è la seconda più grande catena nazionale di profumerie selettive. Cuore pulsante del progetto sarà LLG Leading Luxury Group, service company che gestirà e coordinerà le attività commerciali, di comunicazione e di pianificazione strategica delle due insegne. Limoni e La Gardenia Beauty, mantenendo le proprie peculiarità e il proprio carattere distintivo, saranno guidate da una strategia comune volta a rafforzarne il posizionamento selettivo. Con 590 negozi distribuiti capillarmente sul territorio italiano e 370 milioni di fatturato aggregato, le due insegne avranno il 53,3% delle quote di mercato sul totale delle catene di profumeria in Italia e il 22,1% sul totale del settore cosmesi nazionale.

LLG si posiziona, dunque, come il più importante player in Italia nella distribuzione del settore cosmesi e tra i primi 5 retailer beauty al mondo. Nei prossimi 3 anni verranno investiti più di 30 milioni per lo sviluppo della rete, sia attraverso la riqualificazione di 300 negozi, sia con nuove aperture. La nuova realtà potrà contare su circa 7 milioni di clienti fedeli profilati minuziosamente, 43 milioni di visitatori e 15 milioni di scontrini emessi all’anno. Presidente di LLG sarà Enrico Ceccato, partner fondatore con Paolo Scarlatti di Orlando Italy, che vanta una lunga esperienza manageriale nei settori retail e consumer goods nei quali ha guidato, come ad e dg, il turnaround di aziende come Autogrill, Sector Group, Perfume Holding, Allegri, Direct.it, Killer Loop e Fila Italia. Amministratore delegato sarà Fabio Pampani, dal novembre 2011 ad di La Gardenia Beauty, che vanta una lunga esperienza nell’ambito del retail. Dopo una crescita interna in Gruppo Coin, che passa attraverso la Direzione Vendite e la Direzione Acquisti, nel 2003 diventa direttore generale di OVS, occupandosi delle acquisizioni di Standa e Upim e delle loro successive ristrutturazioni.