Iab Forum, 11 anni e un nuovo inizio

3 dicembre 2013

Zanette: “Un modello meno espositivo e più incentrato sul confronto”

L’11esima edizione di Iab Forum si apre sotto il segno di una nuova consapevolezza: il format si fa meno espositivo per diventare più completo e stimolare un maggiore confronto tra gli operatori del settore. È un “passaggio da un modello espositivo di tipo fieristico a uno di tipo lounge, che favorisce gli incontri e lo scambio d’informazioni e i business lunch”, racconta la ‘madrina’ Simona Zanette. Così, grazie all’introduzione di un tool ‘client meet supplier’, al momento della registrazione ognuno può crearsi la propria agenda di appuntamenti.
Incoraggiato dalle recenti stime Nielsen che, per l’anno a venire, prevedono il sorpasso del web (19%) sulla stampa (18%) e da una chiusura d’anno a +6%, lo sguardo va verso i principali trend del 2014. “Credo che la vera crescita in termini di investimenti pubblicitari verrà dalla video advertising perché dobbiamo fare riferimento al fatto che, da sempre, siamo un mercato molto spostato verso la televisione, sia in termini di penetrazione del mezzo sulla popolazione italiana che in quelli di investimenti pubblicitari”.
Il mobile riceverà un’ulteriore spinta da “Audimobile (nuovo strumento di misurazione lanciato da Audiweb, ndr), che consentirà il calcolo dell’audience non duplicata fra siti e le loro versioni mobili, fornendo elementi maggiori per una corretta pianificazione pubblicitaria”. Continuerà a reggere bene anche il comparto social che “in Italia si traduce praticamente con un unico player di rilievo, Facebook, monopolista della categoria”.

Come ha ricordato lo scorso Iab Seminar sancendo un ritorno di fiamma per il display adv, a quota 45% del totale degli investimenti, anche Simona Zanette mette l’accento sul vero pilastro del settore, spiegandone le ragioni: “RTB, programmatic buying e performance marketing si fondano su un utilizzo diverso dei formati standard di display adv, per cui possiamo affermare che il suo ruolo rimane fondamentale, così come lo è per la brand e la product awareness. Anche la video advertising è parte integrante della display advertising”.

Linguaggi pubblicitari a parte, Iab Italia continua a presidiare il futuro digitale del Paese: “Ci attende un lavoro lungo e complesso. Gli obiettivi coinvolgono diverse aree di intervento e Ministeri, ma sicuramente la cosa fondamentale, come aveva già iniziato a fare il Governo Monti, e come sta egregiamente portando avanti il Governo Letta, è la presa di coscienza, l’impegno e l’espressione della forte volontà della classe governativa di porre la digitalizzazione tra gli obiettivi principali da perseguire e di farlo attraverso anche il supporto, il coinvolgimento e la collaborazione delle associazioni e delle aziende. I risultati in alcune aree esistono già, si veda, per esempio, il supporto alle startup che nel 2012 ha dato vita a mille nuove realtà. Stiamo ovviamente adottando la teoria dei piccoli passi ma sono fiduciosa che il raggiungimento degli obiettivi non tarderà ad arrivare”.
Strategica, in questo cammino, sarà la guida di Francesco Caio, chiamato a indicare come si possa realizzare l’infrastruttura di rete che dovrà consentire all’Italia di centrare le priorità europee del 2020. Per Simona Zanette “Il problema rimane l’alfabetizzazione di quel 43% circa della popolazione che non accede alla rete, principalmente perché non ne sente la necessità, ma che se obbligato a utilizzare i servizi pubblici online ne scoprirebbe anche i risvolti più interessanti e utili dal punto di vista privato”.

Paola Maruzzi