Y&R chiude il 2013 in crescita ed è in short list nella gara Averna

29 novembre 2013

Presentato ieri a Milano il 9° BrandAsset Valuator: le 7 strategie per dare valore alla marca. Il dg della sede milanese Simona Maggini: “. La tendenza generale dei clienti è quella di richiederci sempre di più un approccio integrato e basi solide di strategia”

 
Y&R Group ha presentato ieri i dati dell’ultimo BAV-Brand Asset Valuator raccolti nella ricerca ‘Smartbrands-7 strategie per passare da quanto costa a quanto vale’. “L’agenzia prevede di chiudere il 2013 con risultati di crescita a una cifra sia in termini di profitto che di tenuta solida delle persone su cui abbiamo continuato a investire nonostante il periodo – ha dichiarato a Today Pubblicità Italia Simona Maggini (sul sito), direttore generale di Y&R Milano -. Dopo l’acquisizione del budget di Seat Pagine Gialle, ora siamo in attesa della conclusione a breve di alcuni pitch per i quali si è completata la presentazione, tra cui la short list della gara Averna. La tendenza generale dei clienti è quella di richiederci sempre di più un approccio integrato e basi solide di strategia. Le operazioni più visibili sono quelle di atl, ma le richieste si indirizzano verso la consulenza sulle strategie oltre che sulla creatività. Un altro segnale forte è il versante instore su cui le aziende puntano, ma il materiale classico del punto vendita viene inserito in una logica di shopper marketing che comprenda anche digital e activation. Mi piacerebbe azzardare un maggiore ottimismo, perché si incominciano a vedere al di là dei numeri segnali di movimento in un comparto che è stato messo sotto pressione dalla crisi. Si uscirà cambiati dalla crisi ma il ‘dopo’ sarà proficuo e darà modo a chi ha investito di raccogliere dei frutti”.
Presentato da Laura Biagini, Head of Strategic Planning, e da Pietro Puleo, Senior Strategic Planner, di Y&R Group, lo studio biennale, giunto in Italia alla nona edizione da quando è nato BAV nel 1993, monitora il valore percepito di migliaia di marche. L’ultimo field, realizzato da Millward Brown e rielaborato da Y&R Group, è di giugno 2013: 3.108 interviste a popolazione adulta (18-74 anni) su 1.227 marche appartenenti a 85 categorie. “La premessa dell’indagine nasce dalla crisi economica e dalla conseguente minore disponibilità di spesa: un contesto nel quale ‘quanto costa?’ è la domanda che indirizza gli acquisti – ha introdotto Biagini -. Ma il consumatore è comunque cambiato e vuole azzerare il margine di errore: a fronte di un prezzo mediamente contenuto non si può accontentare di avere a che fare con un prodotto o un servizio che non risponda a standard di qualità più che adeguati”. “Il buon rapporto tra qualità e prezzo è il quid che la gente si aspetta – ha proseguito Biagini – perché per il 64,4% del campione la qualità non è legata al premium price. E’ importante considerare anche il fatto che nella scala di valori si sono fatti largo la sostenibilità e il contenuto eco-friendly di un prodotto: in questo senso si inserisce la crescita dell’8,8% del segmento bio tra il 2012 e il 2013”. Con la ricerca Y&R Group ha voluto interpretare l’equazione ‘value for money’ in modo più evoluto: non più in una logica sottrattiva bensì incrementale, per favorire il passaggio dal criterio del ‘quanto costa?’ a quello del ‘quanto vale?’. “Sostenere un value for money diventa una condizione quasi necessaria, sia per non perdere rilevanza agli occhi dei consumatori sia per non rischiare di erodere il proprio patrimonio di equity”, ha spiegato Biagini.
Da un’analisi fattoriale eseguita sulle 246 marche con value for money più elevato sono emerse sette strategie differenti, sette territori di valore per sostenere la promessa di un prodotto che vale più del suo prezzo. Resourceful Solutions: marche che offrono prodotti e servizi che risolvono problemi in modo innovativo e ingegnosotra cui Ikea, Decathlon, Leroy Merlin, Wind, Ryanair, Groupon, Euronics. Confident Choice: marche riconosciute per la loro qualità e affidabilità a un prezzo ragionevole come Barilla, Kinder, Rio Mare, Grana Padano, Prosciutto di Parma, Lavazza, Santal. Fun at Your Fingertips: marche che offrono un’esperienza ludica, momenti di divertimento e spensieratezza a costi contenuti, come Cornetto, Burger King, Kiko, Amica Chips, Swatch, Sofficini Findus, Sammontana. Chic & Wasy: marche che seguono da vicino le ultime mode offrendo stile ed eleganza senza costringere a spendere cifre folli: tra i brand virtuosi Deborah, Coin, Carpisa, H&M, Poltronesofà, Zara, Yamamay. We care: marche con forte senso di responsabilità per il benessere del consumatore e dell’intera comunità come Mulino Bianco, Coop, McDonald’s, Ferrero, Buitoni. Everyday Help: prodotti e servizi che diventano una presenza quotidiana nella vita del consumatore come Neutro Roberts, Yomo, Nivea, Lidl, OVS, Johnson’s Baby, Regina. Authentic Stories: marche scelte sentirsi parte della tradizione che questi brand raccontano, come Nutella, Birra moretti, Superga, Fiorucci, Fiat. La decima rilevazione italiana è prevista per giugno 2015.

Valeria Zonca

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