La Moka si mette in mostra al Museo della Permanente di Milano

28 novembre 2013

Da ieri fino all’8 dicembre Bialetti celebra con una mostra al Museo della Permanente di Milano gli ottanta anni delle Moka, la caffettiera più diffusa e venduta al mondo con oltre 300 milioni di pezzi. Considerata un capolavoro di design, la Moka fu progettata da Alfonso Bialetti, mutuando il procedimento osservato dalla ‘Lesciveuse’, un rudimentale apparecchio utilizzato dalla moglie per lavare i panni. Fu poi il figlio Renato, circa vent’anni dopo, a trasformare quell’idea in uno straordinario successo commerciale, oggi diffuso in circa il 90% delle famiglie italiane ed esportato in tutto il mondo.

Due sono le ragioni principali che possono spiegare la popolarità della Moka. In primo luogo lo straordinario rapporto qualità prezzo, la caratteristica forma ottagonale in alluminio, oltre a distribuire al meglio il calore, ottimizza i passaggi produttivi contenendone i costi e conferendo maggiore resistenza e durevolezza al prodotto. Ma fu soltanto con un’abile e aggiornata strategia di comunicazione che la Moka soppiantò negli anni 50 la caffettiera napoletana. Dapprima con imponenti campagne di affissione, Bialetti si dedicò poi al mezzo televisivo intuendone la capacità persuasiva ed elaborando con Paul Campani, tra i più geniali disegnatori dell’epoca, i divertenti caroselli che vedevano come protagonista il buffo e tragicomico personaggio dell’Omino con i Baffi.

Quello strambo cartone animato si ispirava alle sembianze di Renato Bialetti e si caratterizzava (oltre che per i lunghi baffi), con una bizzarra parlata che al posto del movimento del labiale visualizzava le lettere delle parole pronunciate. Tutto questo viene raccontato nella bella mostra allestita alla Permanente; il percorso che segue una pianta naturalmente ottagonale, diverte, incuriosisce e rifocilla il visitatore a metà del suo cammino con un ottimo espresso. Già, perché ora Bialetti fa concorrenza al suo prodotto anche con le cialde! Sono davvero pochi i prodotti che come Moka sono capaci di insinuarsi nelle esperienze di ognuno come simbolo di una memoria condivisa. Parafrasando la frase con cui il mitico Omino con i Baffi salutava gli spettatori: “sembra facile fare una mostra” e in questo caso, il fitto calendario di appuntamenti aperti al pubblico lungo la durata dell’evento la rendono, è il caso di dirlo, davvero ‘gustosa’. Anche Bialetti, con un progetto ‘da manuale’ si affida all’heritage marketing per promuovere la propria attività sfruttando il vantaggio competitivo di un’idea geniale che facendo la storia diventa tradizione.

Stefano Sbarbaro

TAGS