Rai Pubblicità promuove il Natale di carosello e lancia due ricerche per la misurazione

22 novembre 2013

Intersezione tra i media, anche in mobilità, e coinvolgimento delle persone verso un contenuto commerciale. Ieri il convegno ‘Da Idiot-box a Smart-televioson’ dell’Osservatorio TuttiMedia

 

Da vecchia scatola a scatola delle meraviglie, da medium di massa a medium personalizzato. La tv non è destinata a scomparire ma a interconnettersi sempre più con altri screen affinché l’utente possa scegliere contenuti, commentarli, corrispondere interattivamente con il resto del mondo. La smart tv offre l’opportunità di gestire una visione personalizzata dalla propria poltrona, con gli effetti spettacolari e dinamici di uno schermo con tanti pollici. Su questo argomento e sugli aspetti dell’innovazione tecnologica nel mondo della televisione, l’Osservatorio TuttiMedia ha organizzato ieri, in occasione della Giornata Mondiale della Televisione proposta dalle Nazioni Unite, un workshop a Milano, nella sede di Rai Pubblicità, per fotografare la situazione attuale e anticipare le prospettive future.

Creando una certa confusione di termini – smart tv, connected tv, hybrid, social tv, IPTv, web tv, catch up tv – la tecnologia corre velocemente. Per chi, come i broadcaster, deve portare i contenuti su più device è una grande sfida,  che contempla anche il contenimento dei costi per non doverli rigettare sugli utenti. Secondo Informa Telecoms & Media, oggi il numero delle smart tv vendute in Italia sono 5,3 milioni, ma l’effettiva connessione alla rete di questi apparecchi è solo di 750 mila unità. L’Italia con il 38% di connected tv insegue a distanza altri Paesi europei come Francia, al 68%, e UK, al 62%. “L’innovazione, per essere considerata tale, deve essere trasformata in business dal punto di vista editoriale e pubblicitario, ma c’è ancora un gap”, ha commentato Alberto dal Sasso, direttore commerciale & marketing The Nielsen Company.

Per quanto riguarda i second screen, tablet  e smartphone sono i dispositivi più utilizzati quando si guarda la tv (per il 33% è la fascia di età 25-34 anni): il  tablet raggiunge il picco tra le ore 19 e le 22, mentre lo smartphone ha un utilizzo più distribuito nell’arco della giornata. Di fronte alla proliferazione degli screen, uno dei nodi centrali è quello delle misurazione e del controllo incrociato dei dati secondo le varie modalità di fruizione e dei vari device.

Marina Ceravolo, direttore Sviluppo Ricerche e Scenari Media di Rai Pubblicità, ha introdotto due ricerche che misurano le interrelazioni tra latv e gli altri media, utilizzando gli strumenti che oggi sono presenti sul mercato, come le Audi e i personal meter. “Il futuro, o meglio il presente, del contenuto commerciale, è di rendere misurabile ciò che la tecnologia consente, vale a dire la distribuzione dello stesso contenuto video su più piattaforme con la possibilità di misurare la crossmedialità anche in mobilità – ha spiegato a Today Pubblicità Italia -.  Ovviamente i nuovi contenuti devono essere già progettati per essere virali e interattivi, in una logica di rimando e sinergia tra i differenti device. Stiamo proponendo al mercato una metodologia studiata da Mediasoft che, tramite l’incrocio dei dati delle ricerche più diffuse e riconosciute, misura la sovrapposizione tra la televisione e gli altri media, quindi anche il cinema, la radio e il web”. Il nome della ricerca è ancora in definizione, mentre la seconda, il QRP, è uno strumento che utilizza la rete come tools per misurare il coinvolgimento delle persone nei confronti di un contenuto commerciale firmato Rai Pubblicità, vale a dire format adv e iniziative speciali. “Se la relazione diventa il perno della comunicazione commerciale questi sono strumenti per misurare la qualità: i dati raccolti serviranno a fornire ai clienti informazioni sui vari format – ha proseguito Ceravolo -.  Una sorta di gemellaggio con i dati del Qualitel. Stiamo già misurando dei product placement, Intervallo 2.0, Green Spot: ogni settimana tre format vengono sottoposti a 300 interviste per creare un data base sulla correlazione tra format, brand e contenuto”. Rai Pubblicità sta mettendo a punto pacchetti più multimediali per arrivare al prossimo Festival di Sanremo e ai grandi eventi sportivi. Ma ha cominciato da Carosello Reloaded, sempre più crossmediale e promosso per il periodo del Natale (22 dicembre-1 febbraio) con nuove tariffe per la veicolazione in Tv, radio, cinema e web. Già annunciato dall’ad della concessionaria Rai, Fabrizio Piscopo, il format punta su una creatività più accattivante e sull’intrattenimento su tutti i mezzi. Il Carosello in tv, sede ‘naturale’ del format, prevede 14 comunicati da 70’’ su Rai 1 alle 21.10 con la possibilità di ottenere elevate coperture in un breve periodo. In radio 28 comunicati da 70’’ su Rai RadioUno alle 18.55 e alle 21.10: una formula che permette di risentire e di sentire il Carosello anche a chi è in mobilità aumentando frequenza e memorabilità. Carosello al cinema prevede 14 giorni di programmazione con comunicati da 70’’ nella programmazione filmica della serata nel Break Trailer su 514 schermi italiani. La comunicazione sul grande schermo assicura grande impatto e ottima qualità del target. Sul web il format sarà visibile in Simulcast di Rai 1 su Rai.tv, sulla Replay.tv per la settimana successiva, in video on demand per i tre mesi successivi e la possibilità di comunicare al pubblico in mobilità e più vicino alle tecnologie dilatando nel tempo e personalizzando la visione della comunicazione.  Al workshop hanno partecipato Gino Alberico, responsabile del Centro Ricerche Rai di Torino, Gian Paolo Balboni, direttore delle Ricerche di Telecom Italia e, per l’Osservatorio TuttiMedia, Maria Pia Rossignaud, direttore di Media Duemila e Derrick De Kerckhove, direttore Scientifico.