Il marketing ‘acquista’ il fiuto con Olfaction

14 novembre 2013

Che profumo ha la comunicazione? A farcelo scoprire arriva Olfaction, nuova agenzia specializzata in marketing sensoriale che, in un mercato pubblicitario saturo di messaggi visivi e uditivi, eleva l’olfatto a strumento di costruzione dell’identità di marca. “L’idea  – spiega l’ad Stefano Cagnoni a Today Pubblicità Italia – ci è venuta un anno fa. E’ stato un percorso articolato che fra qualche giorno avrà il suo coronamento con il lancio della prima campagna olfattiva curata da noi. Abbiamo preso spunto dall’esperienza giapponese e statunitense, Paesi dove esiste una grande tradizione sul versante dell’educazione olfattiva e dell’applicazione che questa può avere in comunicazione. L’olfatto è l’unico senso che arriva senza filtri alla parte limbica del cervello, lasciando una traccia forte e indelebile. Esistono studi che dimostrano che a un anno di distanza il ricordo ‘visivo’ spontaneo di un brand è del 50%, quando lo si associa a un profumo sale al 65%”.

Partendo da questo presupposto Olfaction è riuscita a sviluppare un processo di industrializzazione che ha individuato nella carta il veicolo principe nella promozione di un’identità olfattiva. Questo ha portato alla nascita di una filiera produttiva che va dall’elaborazione e studio della fragranza attraverso i cosiddetti ‘nasi’ fino all’applicazione di tale fragranza sugli strumenti di supporto, realizzati con una speciale carta da impregnazione capace di trattenerla e garantirne la persistenza nel tempo.

“Siamo in grado di dare ‘nuova’ vita a un media tradizionale come la carta – continua Cagnoni -. L’associazione tra l’immagine e la fragranza, che diventa un vero e proprio logo olfattivo progettato a partire dal brief dell’azienda, determina un’amplificazione del messaggio”. Un tradizionale strumento di comunicazione, già inserito nei piani media di un marchio, come può essere una campagna stampa, un’affissione, o un leaflet, si traforma così in un’autentica esperienza polisensoriale. Ma chi sono i potenziali clienti? “Le aziende, senza preclusioni verso nessuna categoria merceologica – risponde il manager -, ma anche le agenzie di advertising, le centrali media e le concessionarie a cui offriamo l’opportunità di dar vita a progetti speciali dedicati ai brand clienti”.

Andrea Crocioni