Durex e Buffon tra i banchi di scuola per educare alla sessulità

13 novembre 2013

Al via la seconda edizione di SafeBook by Durex con un focus sulla protezione dell’identità digitale e il dilagare del fenomeno del sexting

Torna tra i banchi di scuola SafeBook by Durex, l’ambizioso progetto che punta a coinvolgere oltre 11 mila istituti tra scuole medie inferiori (classi seconde e terze), e medie superiori per promuovere tra i giovani una corretta educazione all’affettività e alla sessualità.

Questa seconda edizione si arricchisce della partecipazione di Gianluigi Buffon, capitano della nazionale italiana di calcio e da sempre attento alle tematiche giovanili. Il testimonial si è detto “veramente orgoglioso di essere il portavoce di SafeBook by Durex, un progetto sociale di educazione e prevenzione sessuale che mi auguro venga accolto con entusiasmo dai giovani e giovanissimi a cui si rivolge. Credo che lo sport e il calcio rappresentino un mondo di riferimento per molti ragazzi, fatto soprattutto di rigore, disciplina e spirito di squadra, tutti valori che trovano riconoscimento anche nei temi che il progetto porta tra i banchi di scuola, diffondendo cultura sull’importanza del rispetto reciproco e sulla cura della salute, dentro e fuori dal campo”.

L impegno sociale di Durex ritrova il patrocinio di Anlaids Onlus, che ha anche collaborato alla redazione del materiale informativo. “Affettività e Sessualità nel rispetto tra Uomo&Donna” e “Protezione dell’identità digitale” sono i due nuovi capitoli.

Particolare spazio è dedicato alla protezione dell’identità digitale e al dilagare del fenomeno del sexting. “E’ importante sottolineare – afferma Giovanni Ziccardi, professore di Informatica giuridica nonché Fondatore e Direttore del Corso di perfezionamento in computer forensics e investigazioni digitali presso l’Università degli Studi di Milano – come i ragazzi al giorno d’oggi non abbiano sufficiente consapevolezza delle tecnologie che utilizzano e dei rischi digitali legati a comportamenti potenzialmente a rischio derivati da una inadeguata conoscenza degli strumenti e da un loro conseguente, quanto spesso sbagliato, utilizzo.”

Secondo un’indagine condotta da Eurispes, nel nostro Paese il 62% dei bambini ha a disposizione un telefonino proprio e il 44%  acquisisce un cellulare tra i 9 e gli 11 anni. Il professore rivela “che al 23,6% dei ragazzi è capitato di trovare online falsità o pettegolezzi sul proprio conto, il 32,2% foto che, seppur non imbarazzanti, sono state pubblicate senza autorizzazione mentre più di un bambino su 10 riferisce di aver trovato online sue foto private (12,4%) o imbarazzanti (10,8%). La percentuale sale oltre il 40 se si considerano foto e video imbarazzanti che ritraggono altri coetanei. “In crescita al 12,3% invece è la percentuale di adolescenti che dichiara di avere inviato materiale pornografico. Dato ancor più preoccupante è quel 2,3% del campione che ammette di averlo fatto in cambio di soldi, di una ricarica telefonica o perché vittima di minacce”.