Banzai chiude il 2013 a 165 milioni di euro, in crescita sul 2012

11 novembre 2013

Paolo Ainio: “In Italia manca cultura digitale”

 

Paolo Ainio (nella foto), ad di Banzai (www.banzai.it) e membro dell’Advisory Board Wpp, nel suo intervento ‘L’e-commerce sfida la crisi’, durante il 2° Forum Wpp The European House-Ambrosetti, ha sottolineato l’enorme potenziale dell’Italia in un segmento che cresce in valore assoluto a doppia cifra in tutte le categorie, in frequenza di acquisto e più del retail tradizionale e che ha ancora margini di miglioramento.

“Purtroppo l’Italia è uno dei paesi più arretrati – ha spiegato Ainio – e può ottenere spazi enormi. Ci sono oltre 13 milioni di acquirenti online, di cui 8 milioni fa almeno un acquisto online al mese, ma tutto questo rappresenta a livello globale il 3% del mercato, mentre Uk è al 22%. L’e-commerce non significa solo vendere online, perché l’effetto più positivo si vede nei negozi fisici ed è quindi un ottimo punto di partenza perché stimola immediatamente le vendite on e offline”. Il 45% della popolazione dichiara infatti di informarsi online prima di acquistare ‘fisicamente’ in un punto vendita. “Il retail deve seguire l’onda digital dei nuovi consumatori – ha proseguito Ainio -. Il primo passo per un’azienda è trasformarsi in digitale, ma il cambiamento deve partire dal ceo. E poi produrre contenuti da veicolare sul sito della marca, su sito di e-commerce, sui siti specializzati e sui social media”. “In Italia -, ha spiegato il manager a latere del convegno – manca cultura digitale, manca la capacità di costruire contenuti in rete”.

Banzai, che chiude il 2013 a circa 165 milioni di euro, in crescita sul 2012 con ricavi pari a 125 milioni di euro pensa a “un’ulteriore crescita anche per l’anno prossimo. Circa l’80-85% del fatturato deriva dalla vendita dei prodotti, il restante 15-20% dalla pubblicità. A metà di quest’anno abbiamo potuto contare sull’ingresso del fondo Sator e con questo pensiamo di rafforzare il media-commerce”.

 

Serena Poerio