Il Vaticano sempre più ‘digital oriented’

8 novembre 2013

Aumentate le presenze alle udienze generali e all’Angelus

“Una crescita esponenziale degli accessi negli ultimi anni, e ancora di più con Papa Francesco. Gli accessi al sistema informatico del Vaticano sono cresciuti molto, anzi, tanto. Nell’ultimo anno abbiamo aumentato stabilmente di dieci volte la potenza del sistema. Durante il periodo del conclave di venti volte”. Queste le parole di monsignore Lucio Adrian Ruiz, responsabile del Servizio Internet Vaticano, in un’intervista a ‘Vaticaninsider’. Il nostro lavoro – spiega Ruiz – è quello di un ‘ufficio di frontiera’.

Siamo quella parte della catena che deve fornire la tecnologia e il supporto necessario perché la parola del Papa, i suoi insegnamenti e i suoi gesti arrivino fino agli estremi confini della terra. Siamo in qualche modo le braccia, le gambe e la voce digitale del Pontefice. Ma non siamo da soli a lavorare nella presenza digitale del Papa, siamo una grande famiglia – Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Sala Stampa, Centro Televisivo Vaticano, Radio Vaticana, Osservatore Romano – dove la comunicazione viene studiata, pensata, lavorata e messa in atto con la coscienza di collaborare con il Santo Padre nel suo ministero Petrino”. La divisione digital guidata da Ruiz si occupa della tecnologia, della progettazione, dell’ingegneria e della messa in linea dei siti web della Santa Sede. Quelli più seguiti, che generano più traffico, sono quelli istituzionali www.vatican.va – che ha al suo interno oltre mezzo milione di pagine con il Magistero dei Pontefici – e www.news.va, che cura il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali che è un aggregatore di contenuti per tutte le ‘news’. I primi dieci Paesi con maggiori accessi sono gli Stati Uniti, l’Italia, la Spagna, la Germania e il Brasile, seguiti da Corea del Sud, Messico, Canada, Francia e Cina.