Interbrand: Apple e Google sorpassano Coca-Cola

30 settembre 2013

Anche quest’anno l’Italia è rappresentata dai brand del settore lusso: Gucci, Prada e Ferrari

Dopo 13 anni consecutivi di leader nella classifica di Interbrand, Coca-Cola scende al terzo posto grazie alla performance starordinaria di Apple e Google. La old economy cede il passo alle nuove teconologie. Nella quattordicesima edizione del Best Global Brands di Interbrand, Apple rompe gli schemi e conquista il gradino più alto del podio: il marchio di Cupertino vale 98,3 miliardi di dollari, contro i 93,2 miliardi di Google, i 79,2 di Coca-Cola, i 78,8 di Ibm e i 59,5 di Microsoft.

Anche quest’anno l’Italia è rappresentata dai brand del settore lusso: Gucci, con oltre 10 miliardi di dollari, Prada con un valore di 5,570 miliardi di dollari e Ferrari valutata 4,013 miliardi di dollari. “La presenza ridotta dei brand italiani si spiega con la dimensione relativamente contenuta delle imprese che compongono il nostro tessuto industriale: questo, nell’ambito di una classifica per valore economico, da un lato penalizza i nostri brand, e dall’altro fa riflettere” – afferma Manfredi Ricca, Managing Director di Interbrand Italia – “Al di là dei tre presenti in classifica, i nostri brand sono estremamente influenti, ma sono per lo più all’interno di economie aziendali relativamente ridotte. E questo è a sua volta spiegato da diversi fattori: un mercato dei capitali relativamente poco sviluppato, l’assenza di player globali in settori strategici come quello della tecnologia, una certa tendenza alla non aggregazione”.

New entry nello studio Best Global Brands dopo un anno da record sono i canali Discovery, Duracell e Chevrolet. I canali Discovery, disponibili in 217 paesi e territori e tradotti in 45 lingue, raggiungono più di 1,3 miliardi di utenti al di fuori degli Stati Uniti. Nei sei anni in cui David Zaslav ha
ricoperto il ruolo di amministratore delegato, l’azienda è passata da un fatturato totale di circa 720 milioni di dollari a un fatturato di 721 milioni di dollari derivante solo dalle attività internazionali. Inoltre, con lo sviluppo di contenuti come Deadliest Catch e Shark Week, Discovery è riuscita a creare,
su scala globale, un legame con gli spettatori diventando leader del settore.

Duracell, brand di proprietà di Procter & Gamble fa ritorno nella Best Global Brands dopo esserne uscita nel 2010. Duracell era presente nello studio fin dalla sua prima edizione e nel 2009 aveva raggiunto la posizione 85, con un valore del brand pari a 3,563 miliardi di dollari. Oggi Duracell detiene il 25% della quota di mercato globale delle batterie ed è considerato uno dei brand principali di P&G.

Con circa il 50% delle vendite di GM, Chevrolet entra per la prima volta nell’Interbrand Best Global Brands. Sotto la guida di Tim Mahoney, Global CMO, e Alan Batey, SVP/Global Head, Chevrolet ha allineato ingegneria, design e vendite sotto un’unica visione e piattaforma di comunicazione: “Find New Roads”. Ormai affermata nel mercato statunitense, Chevrolet si avvale di forti investimenti in comunicazione per incrementare le vendite in paesi come Cina, India e Thailandia. Se Chevrolet continua ad adattare con successo i propri veicoli alle esigenze locali e globali, riuscirà a consolidare il numero di clienti fidelizzati.

Il settore automotive, sul sentiero del recupero dopo anni di grande difficoltà, è quello con la più ampia rappresentanza nella classifica con quattordici brand, dei quali ben nove hanno registrato una crescita a doppia cifra: Toyota, Mercedes -Benz, BMW, Honda, Volkswagen, Ford, Hyundai, Audi, Porsche, Nissan, Kia, Chevrolet, Harley – Davidson e Ferrari.

Oltre a identificare i 100 brand globali a maggior valore economico, quest’anno il rapporto Best Global Brands 2013 esamina anche l’evoluzione del ruolo di leadership correlata al brand stesso. Interbrand sostiene infatti come la leadership debba oggi essere condivisa: CEO, CMO e gli stessi consumatori hanno il potere di accrescere il valore dei brand che, rispettivamente, gestiscono o ammirano. “Nei moderni mercati, fortemente influenzati dai media tradizionali e social, i leader riconoscono la necessità di essere fortemente collaborativi – osserva Jez Frampton, Global Chief Executive Officer Interbrand-. I 100 brand globali a maggior valore economico stanno svelando il proprio potenziale attraverso la partecipazione, l’ascolto, l’apprendimento e la condivisione – non solo tra i leader della propria organizzazione, ma anche con i consumatori. I brand che sapranno ripensare le modalità con cui interagiscono con la vita dei propri consumatori avranno l’opportunità di cambiare il mondo in modi che non avrebbero mai immaginato”.

Morgan Stanley, Nintendo, Mtv e Avon registrano le maggiori perdite di valore, dopo Nokia.

Escono dalla classifica: BlackBerry, Yahoo! e Credit Suisse.

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