Barilla, parte la comunicazione di crisi contro le accuse di omofobia

27 settembre 2013

L’altro ieri il presidente aveva detto alla Zanzara di Radio 24: “Mai uno spot con i gay”. Ieri le scuse del presidente Guido Barilla che difende la libertà di espressione e la famiglia tradizionale

 

Un’uscita che si è rivelata un boomerang quella di Guido Barilla. Il presidente dell’azienda alimentare di Parma, invitato lo scorso 25 settembre ai microfoni della Zanzara di Radio 24, incalzato da Giuseppe Cruciani aveva espresso pareri poco ‘aperti’ nei confronti dei gay. Di fronte alla domanda su un possibile spot del brand con testimonial una famiglia omosessuale, Barilla ha risposto: “Non lo farei. Non è per mancanza di rispetto agli omossessuali, che hanno diritto di fare quello che vogliono senza disturbare gli altri, ma perché non la penso come loro e penso che la famiglia a cui ci rivolgiamo noi è una famiglia classica, dove la donna ha un ruolo fondamentale, è la madre ed è un centro concettuale e strutturale”. Quando il conduttore ha fatto notare all’imprenditore che anche i gay mangiano la pasta, Barilla ha risposto: “Se ai gay piace la nostra pasta e la nostra comunicazione la mangiano, se non gli piace quello che diciamo, faranno a meno di mangiarla e ne mangeranno un’altra. Ma uno non può piacere sempre a tutti, perché piacere a tutti vuol dire non piacere a nessuno”.

Dopo la bufera che si è scatenata sui social network, con la notizia ripresa anche dalla stampa estera, ieri mattina l’azienda ha diffuso un comunicato di scuse dello stesso presidente. “Mi scuso se le mie parole hanno generato fraintendimenti o polemiche, o se hanno urtato la sensibilità di alcune persone. Nell’intervista volevo semplicemente sottolineare la centralità del ruolo della donna all’interno della famiglia. Per chiarezza desidero precisare: ho il massimo rispetto per qualunque persona, senza distinzione alcuna. Ho il massimo rispetto per i gay e per la libertà di espressione di chiunque. Ho anche detto e ribadisco che rispetto i matrimoni tra gay. Barilla nelle sue pubblicità rappresenta la famiglia perché questa accoglie chiunque e da sempre si identifica con la nostra marca”.

Niente di nuovo: Barilla è un’azienda che da sempre difende  i valori della tradizione, ma forse quello che è stato commesso è un ‘errore’ di comunicazione da parte di un’azienda che sa certamente che ormai il tam tam mediadico dei social è qualcosa che può fare male (a volte anche senza il minimo criterio) e che è abituata a esportare in tutto il mondo, gestendo pubblici e target molto differenti tra di loro. A meno che l’intenzione non fosse proprio quella di accendere dei fari, sebbene infuocati, sul marchio ribadendo il suo ruolo di ‘paladino’ del conservatorismo. E’ abbastanza ovvio che l’azienda abbia mobilitato un  team che gestisca la comunicazione per gestire questa ‘crisi’.

Valeria Zonca