La3, raccolta in crescita e buone prospettive per il break even del 2014

20 settembre 2013

Novari alla presentazione dei palinsesti: “Un piccolo investimento di 2 milioni di euro per sperimentare nuovi linguaggi”

 

La3, il social media channel di 3 Italia, alza il sipario sulla nuova stagione, in partenza dal 23 settembre. Tra formule già collaudate, su tutte il fortunato talk condotto da Andrea Scanzi, e progetti in corso sul versante web series, il palinsesto semi-generalista scommette su contenuti pensati e ottimizzati per essere fruiti in multiscreen, quindi su Sky e su www.la3tv.it (sia in mobilità che da pc). “Per fare una tv 2.0 non basta twittare in diretta – ha detto il direttore Fabio Rimassa spiegando l’originalità dello sforzo e commentando le performance del canale nato nel 2011 -. Ci avviciniamo serenamente al break-even del 2014. Cresce la raccolta, di cui un 40% proviene dalla pubblicità tabellare ed è gestita da Sky, mentre l’altro 60% da operazioni di content e product placement, che fanno capo a Master Place”. Ma più che editoriale la scommessa di questa nuova realtà mediatica è la sperimentazione. Lo ho spiegato Vincenzo Novari (nella foto), ad di 3 Italia, invitando a andare oltre una mera logica di ritorno economico: “La nostra società fattura 2 miliardi di euro, La3 costituisce un piccolo investimento di 2 milioni di euro. L’obiettivo non è tanto generare profitti, ma scoprire nuovi linguaggi e servizi da offrire sugli smartphone. Vogliamo capire prima degli altri”. A margine dell’evento il ceo ha chiamato il colosso cinese Hutchison Whampoa fuori dal riassetto Telecom, il cui corso si sta “definendo a prescinde da noi”.

 
Interazione e low cost la formula per la nuova stagione
Filo conduttore dei 18 programmi in partenza su La3, 14 dei quali prodotti da Showlab, sono l’approccio low cost (i budget sono un decimo rispetto ai grandi broadcast), la forte componente interattiva, incarnata dall’app HyperSync, novità che permette di accedere a contenuti extra in second screen, e l’orizzontalità della programmazione, logica che ricalca il tipico atteggiamento on demand. I generi affrontati sono 6: talk 2.0, series, talent, intrattenimento, approfondimento ed erotismo.
Difficile quantificare l’audience, che oscillerebbe intorno ai 5 mila spettatori nel day time con picchi di 70 mila per un format come ‘Reputescion’ di Andrea Scanzi, confermato per la seconda stagione. Ben più delineati sono il target, giovane e digitale, e lo sforzo quotidiano “nel sondare la rete, a caccia di quell’ingrediente che possa essere amplificato dalla tv” ha spiegato durante la conferenza stampa Fabio Rimassa, Tv director. Sul fronte della raccolta pubblicitaria sembrano dare maggiori soddisfazioni il content e il product placement, “che coinvolge soprattutto brand tecnologici, dell’abbigliamento e dell’automotive” ha aggiunto il ceo di ShowLab, Corrado Camilla.
Sul futuro della linea editoriale c’è fermento per quel che riguarda le web series, spiega Jacopo Morino, capo autore: “Siamo stati tra i primi a crederci, diventando un punto di riferimento per i giovani talenti italiani. Nel cassetto abbiamo tanti progetti inediti. Siamo in contatto con The Jackal, gli ideatori di Lost in Google, un fenomeno interessantissimo che ha già riscontrato ampio successo e di cui stiamo pensando alla seconda serie. A dicembre ci sarà un premio dedicato alle migliori web serie”.

Paola Maruzzi