Nel 2017 un mercato da 56,2 miliardi di euro. Per la spesa pubblicitaria segno più dal 2014

18 settembre 2013

Dal rapporto ‘E&M Outlook in Italy 2013-2017’ di PwC timidi segnali di ripresa, con il ‘mondo’ digitale a fare da traino

Nel 2017 l’industria dei media e dell’intrattenimento in Italia raggiungerà i 56,2 miliardi di euro, rispetto ai 48,4 miliardi del 2013, derivanti per circa 7,1 miliardi dall’advertising e per 49,1 miliardi dalla spesa dei consumatori finali, trainata dalla crescita della spesa per l’accesso ai servizi internet e ai servizi in mobilità. Sono questi i principali driver illustrati dal rapporto di PwCE&M Outlook in Italy 2013-2017’, arrivato alla quinta edizione e presentato ieri a Milano.

“Il primo messaggio che ci arriva – ha spiegato Andrea Samaja (nella foto), Partner Advisory E&M Market Leader di PwC – è che la maggior parte dei segmenti di mercato presi in considerazione torna a crescere, segno che è tornata un po’ di fiducia negli investitori. Siamo di fronte a un’inversione di tendenza, anche se ancora debole”. Secondo le proiezioni, nel 2017, il digitale rappresenterà il 31% del mercato totale dei media e dell’intrattenimento italiano, raggiungendo un valore totale di oltre 17,4 miliardi di euro. L’accessibilità anche in mobilità (nel 2013 più del 50% della popolazione accederà attraverso mobile; nel 2017 circa l’85%) a qualsiasi tipo di contenuto web modifica sia la modalità che i tempi di accesso e di consumo dei contenuti. Focalizzandoci sull’attualità, la spesa totale nel 2012 ha subito un calo del 5,1%. Tale andamento è dato dalla componente advertising, che ha registrato un -11,4%, e da quella end user spending, -4,0%. L’end-user spending rappresenta la componente a maggiore crescita, con un tasso annuo medio ponderato del 3,8%, principalmente guidata da broadband e mobile internet access, online, wireless e video games, e telematic gaming.

Tale crescita porterà ad un valore dell’end-user spending, nel 2017, pari a circa 49,1 miliardi. Secondo lo studio la componente advertising passerà dai  6,6 miliardi del 2012 ai circa €7,1 del 2017 (CAGR 1,4%), con un 2013 ancora in negativo (-4,6%) e un segno più atteso per il 2014 (2,3%). In particolare l’Internet advertising, che comprende la componente digitale dei segmenti Television, Newspaper Publishing e Consumer and Educational Book e Business-to-Business, influenzerà i trend dei segmenti del mercato pubblicitario E&M. La crescita della raccolta pubblicitaria su internet si avvantaggia anche delle potenzialità del second-screen.  Nell’ambito della raccolta pubblicitaria digitale, a crescere di più nei prossimi anni sarà l’online Television advertising (CAGR 2013-2017 pari a 29,1%), seguita dall’online advertising di Internet (CAGR 2013-2017 pari a 16%) e dall’online Consumer magazine advertising (CAGR 2013-2017 pari a 13,5%).

Il segmento tv, nel suo complesso, assisterà ad una crescita del 2% (CAGR 2013-2017) fino a raggiungere un valore di circa 8,3 miliardi di euro nel 2017 con una crescita dell’advertising pari al 2,9% (CAGR 2013-2017) e, per la componente end user spending, pari all’1,4%. I segmenti che soffriranno di più saranno i Consumer Magazine, per i quali è prevista una riduzione del 5,8% (CAGR 2013-2017), seguiti da Newspaper Publishing e Consumer and Educational Book che avranno una contrazione nel periodo 2013-2017 pari,  rispettivamente, a 4,2% e 1,9% “Per quanto riguarda l’editoria – ha sottolineato Samaja – siamo di fronte alla ricerca di un nuovo modello di business. Sarà fondamentale la capacità degli operatori di osservare e interpretare il cambiamento. Anche se rispetto al passato questo modello, vista la continua evoluzione della tecnologia, dovrà spesso essere reinventato. Broadcaster e editori multipiattaforma devono saper misurare tempestivamente i fenomeni sottostanti al cambiamento per evolvere con il proprio consumatore e vincere sul nuovo mercato”.