Clementoni compie 50 anni. Sette milioni il budget adv per il Natale

11 settembre 2013

Tra le novità, la linea Crazy Chic per le bambine dai 7 anni

Sono passati 50 anni da quando Mario Clementoni ha fondato a Recanati la storica azienda di giocattoli, che oggi è gestita dalla seconda generazione della famiglia fondatrice. Attualmente Clementoni conta 500 dipendenti, filiali commerciali in Spagna, Germania, Francia, Polonia, Portogallo, UK e una filiale operativa ad Hong Kong. “L’azienda è nata dalla grande intuizione di mio padre – spiega l’ad Giovanni Clementoni – cioè che il gioco è anche un importante strumento di crescita”. L’offerta Clementoni comprende oggi giochi per i bambini dagli 0 mesi, partendo dalla prima infanzia a cui sono dedicate le linee Baby Clementoni, Disney Baby Clementoni, baby Clemmy e Clemmy Plus; seguono i giochi per l’età prescolare e scolare della linea Sapientino; i giochi scientifici della gamma Scienza & Gioco ed Elettronici per bambini; i giochi Creativi e quelli di Art Attack; senza dimenticare i ‘grandi classici’ con i giochi di società, di magia da tavolo e i puzzle. In vista del prossimo Natale, l’azienda ha messo a punto un piano di comunicazione che prevede circa 15 spot a partire da novembre con un investimento in linea al 2012, pari a 7 milioni di euro. Confermati anche i partner di comunicazione, Max Information per la parte creativa e Media Italia per la pianificazione. “Ci concentreremo soprattutto su alcune linee – spiega Gian Luca Perniceni, global marketing director Clementoni – a partire dai tablet e giochi interattivi. Inoltre abbiamo ampliato la linea Sapientino e lanciato una linea totalmente nuova, Crazy Chic, dedicata alle bambine dai 7 anni. Poi saremo on air per le linee dedicate alla prima infanzia e per i prodotti educativi e scientifici sui quali abbiamo una quota di mercato superiore all’80%”. Oltre alla tv, sono previste pagine stampa soprattutto per Baby Clementoni e Clemmy. “Abbiamo inoltre una forte attività su Facebook, dove ci rivolgiamo sia al target delle mamme sia ai bambini in età scolare” conclude Perniceni.

Laura Buraschi