Italiani ‘socialmente consapevoli’ in crescita: sono il 44% nel 2013

7 agosto 2013

Nielsen misura l’atteggiamento dei consumatori verso la responsabilità sociale d’impresa

I consumatori ‘socialmente consapevoli’, cioè disposti a pagare di più per prodotti e servizi offerti da imprese che hanno implementato programmi di responsabilità sociale, in Italia sono il 44%, contro il 36% della media europea. Il dato nazionale è in crescita rispetto a quello del 2011 (38%). La media globale è pari al 50%. Negli altri continenti, i dati rilevati sono i seguenti: Asia/Pacifico 58%, Medio Oriente/Africa 59%, America Latina 55%, Nord America 43%. E’ quanto emerge dalla Nielsen Global Survey Corporate Social Responsability, eseguita nel maggio 2013 su un campione costituito da più di 29.000 intervistati online in 58 Paesi.

Misurando l’impegno concreto dei consumatori ‘socialmente consapevoli’, si rileva che il 31% degli intervistati italiani ha acquistato, negli ultimi sei mesi, almeno un prodotto o un servizio da aziende socialmente responsabili, rispetto alla media europea del 27% (media globale 43%). Si osservano valori più alti negli altri continenti: Asia/Pacifico 54%, Medio Oriente/Africa 45%, America Latina 43%, Nord America 34%.

Il 41% degli italiani, a fronte del 39% rilevato nel 2011, non crede che le aziende possano risolvere problemi che intervengono a livello globale (ambiente, povertà, malattie, ecc.) attraverso il business caratteristico di ognuna. Il 19%, invece, ritiene comunque quello delle imprese un contributo positivo (due anni fa erano il 25%). Nettamente superiori sono i riscontri delle misurazioni fatte su questi ultimi nel resto del mondo: Europa 19%, Asia/Pacifico 54%, Medio Oriente/Africa 46%, America Latina 30%, Nord America 26%, media globale 39%.

In Italia il 42% degli intervistati ritiene che al sistema produttivo e dei servizi siano da imputare molti effetti negativi sull’ambiente e la società. Questa percezione è condivisa in Europa dal 39% degli intervistati, in Asia/Pacifico dal 52%, Medio Oriente Africa dal 37%, America Latina dal 46%, Nord America dal 44%. La media mondiale è del 47%.
Quanti in Italia ritengono che ciò non sia vero sono il 19%, in Europa il 15%, in Asia Pacifico il 13%, Medio Oriente Africa 24%, America Latina 21%, Nord America 13%.

Rispetto a quanto rilevato nei due anni precedenti, sono aumentati gli italiani che non ritengono sufficienti i programmi implementati dalle imprese per scopi sociali, passando dal 38% al 43%. Solo il 19% considera sufficiente l’impegno delle aziende, in linea con la media europea. Ben superiori i dati degli altri continenti: 57% Asia Pacifico, 43% Medio Oriente/Africa; 24% America Latina; 26% Nord America.

Come si vede, sul giudizio dell’impegno delle imprese nel sociale, si osservano notevoli discrepanze fra i diversi continenti, tenendo conto che l’Europa fa registrare la maggioranza delle opinioni ancora critiche rispetto alle imprese, mentre il contrario avviene soprattutto in Asia/Pacifico e Medio Oriente/Africa.

“La responsabilità sociale d’impresa – ha dichiarato Roberto Pedretti (nella foto), amministratore delegato di Nielsen Italia – è una variabile sempre più determinante nelle politiche di marketing. Da una parte cresce il numero dei consumatori socialmente consapevoli che intendono affrontare anche l’esperienza del consumo all’interno di una concezione sostenibile di ambiente, società e cultura. Nello stesso tempo – continua Pedretti – le imprese stanno sempre più ampliando la propria mission, che oltrepassa i confini meramente economici. L’azienda è consapevole, infatti, di essere posizionata in un contesto sociale a 360 gradi, e in questo senso adegua lo spettro delle proprie attività. Possiamo, dunque, dire che la CSR sta sempre più diventando una piattaforma di incontro tra consumatore e impresa”.