Speciale UPA: le voci dal mercato

4 luglio 2013

Fornara  (Cairo Communication): “A giugno segnali positivi. Per La7 ascolti a +40% nel prime time”

“Il mese di giugno è in crescita e abbiamo buoni segnali per il mese di luglio che abbiamo impostato molto bene”, così, a margine del convegno organizzato da UPA, Uberto Fornara (nella foto), amministratore delegato di Cairo Communication ha dato qualche anticipazione sui dati di raccolta del gruppo. In attesa della presentazione dei palinsesti del 9 luglio, in fase di messa a punto, il manager ha espresso soddisfazione per l’andamento de La7. “Nel primo semestre – ha continuato Fornara – il network ha visto gli ascolti crescere del 21%, mettendo a segno un +40% nel prime time, dove siamo sopra il 5%”. In particolare La7 con La7d ha uno share del 4,7% nell’intera giornata, mentre i due canali si assestano al 6% in prima serata. Per quanto riguarda l’Area Periodici, il manager conferma un calo della raccolta a due cifre nel primo semestre, “anche se i dati sono in via di miglioramento rispetto al primo quarter”. Fornara ha poi espresso soddisfazione per l’ultimo nato in casa Cairo, Giallo, e per l’andamento diffusionale dei periodici dell’editrice.

Mondadori, periodici meglio del mercato. Funziona il rilancio al femminile

“Nel periodo gennaio-maggio, a fronte di una stampa periodica che secondo i dati FCP Stampa perde il 26%, noi abbiamo tre punti di vataggio rispetto al mercato, se guardiamo al solo mese di maggio il vantaggio sale a 7 punti”, così Angelo Sajeva, ad e presidente di Mondadori Pubblicità, ha commentato i dati di raccolta dei primi cinque mesi del 2013, mettendo in evidenza i timidi segnali positivi.  “E’ un segno che il ‘trittico’ (il  rilancio contemporaneo dei tre femminili di Mondadori: Grazia, Donna Moderna e Tu Style, ndr) ha dato una spinta molto forte”, ha aggiunto il manager “In generale – ha proseguito Sajeva – il mese di giugno sta andando un po’ meglio, ma non vediamo un mese di luglio con il segno più. Speriamo anche noi nel rimbalzo tecnico del periodo settembre-dicembre”. In ogni caso l’azione di rinnovamento sembra cominciare a portare frutti per il gruppo di Segrate, seppur nelle generali difficoltà del momento economico. “Abbiamo messo mano alle linee di costo per reinvestire sui prodotti – ha dichiarato Carlo Mandelli, direttore generale Periodici Italia e, dopo l’uscita di Stefano De Alessandri, alla guida di Monradio e di Mondadori International Business (Mib) -. C’è stato un grande lavoro, partito dal settore dell’Arredamento, che ha avuto un risultato eccezionale, proseguito con il riposizionamento di Chi, tornato al suo ruolo di familiare leader, riaffermato con i tre rilanci dei femminili che si stanno mantenendo stabilmente sulle 750 mila copie, anche dopo il termine dell’attività di comunicazione. Un’operazione che ha rappresentato una prova di forza di fronte al mercato”.

Girelli: “I centri media ci mettono la faccia a ogni trattattiva”
Sull’antica polemica dei diritti di negoziazione, Marco Girelli, ceo di Omnicom Media Group, ha commentato: “La nostra politica è quella di condividere con i clienti  in maniera trasparente i meccanismi che stanno alla base della trattativa”. Girelli pone a sua volta una domanda: “A questo punto bisogna chiedersi quale sia la corretta remunerazione per i centri media. Soprattutto nel difficile contesto in cui operiamo, così ampio per via della frammentazione dell’offerta mediatica e così complesso per la congiuntura economica, la nostra responsabilità nei confronti dei clienti è diventata maggiore e i clienti devono sapere che i loro soldi sono gestiti al meglio. Se UPA si rivolgerà alla legge, anche noi faremo altrettanto”.

 Montefusco (RDS): “Da Broadcast Company a Entertainment Company”

“In questo momento i dati non sono confortanti nel panorama degli investimenti pubblicitari – dichiara Eduardo Montefusco, presidente Radio Dimensione Suono – ma l’azienda da me guidata, da due anni, ha definito un percorso di evoluzione del sistema radiofonico per uscire dalla crisi attraverso una maggiore interazione tra la radio, i moderni device e i nuovi social. Il passaggio da Broadcast Company a Entertainment Company è stato importante per un nuovo posizionamento e per guidare gli investimenti dei clienti, per meglio focalizzare gli ascoltatori e garantire risultati più tangibili. Dei risultati ne parleremo fra tre anni. Questo è un progetto di prospettiva che ci consente di governare l’azienda nonostante gli scossoni del mercato”.