Eni condivide le regole applicate in azienda per una buona reputazione online

3 luglio 2013

Lucchini e Di Giovanni: rottura, fiducia e reputazione per un’efficace comunicazione sul web

Due esperti del settore in prima linea, Gianni Di Giovanni e Stefano Lucchini, hanno presentato presso la fondazione del Corriere della Sera il nuovo libro La casa di vetro. Comunicare l’azienda nell’era digitale edito da Rizzoli Etas (16 euro). Tema portante dell’ultimo lavoro è il web e di come internet abbia modificato la comunicazione dell’aziende. “Il libro nasce anche per i nativi digitali – ha spiegato a Today Pubblicità Italia Lucchini, direttore relazioni internazionali e comunicazione di Eni (che domani interverrà sul palco dell’Assemblea Generale UPA a Milano alle 14,30) – e cerca di portare ad esempio un insieme di buone regole che abbiamo applicato prima in Eni, per un’efficace comunicazione sul web ispirata da tre parole chiave: rottura, fiducia e reputazione. Perchè la buona reputazione deriva dal comportamento e non dal mezzo”.

Cosa devono fare o cosa stanno già facendo le imprese per utilizzare al meglio internet

La casa di vetro, come il web cambia la comunicazione d’impresa

La casa di vetro si pone l’obiettivo di analizzare i concetti di credibilità, autorevolezza e competenza in un mondo in cui le informazioni corrono velocemente da un social network a un blog passando dai motori di ricerca.  “La rete – ha sottolineato  Di Giovanni  – è un ambiente dispersivo. Per un’azienda è difficile gestire questa molteplicità d’informazioni. Il libro vuole essere un piccolo manuale pratico per farlo. Una raccolta di regole derivate dalla pratica aziendale”. Il nuovo volume, con il supporto di esempi rigurdanti Eni e di molti casi offerti dalla cronaca analizza la gestione della reputazione  alla luce della modalità con cui si formano le opinioni sul web.

Grazie alla loro visione strategica, eni ha occupato per la prima volta il gradino più alto della classifica FT Bowen Craggs Index 2013, indice che valuta l’efficacia della comunicazione online delle maggiori aziende a livello mondiale selezionate dall’Indice FT Global 500. L’analisi a tutto campo degli autori si concentra anche sui rischi della potente rivoluzione soprattutto per quanto riguarda il diffondersi dei social media, in termini di credibilità delle informazioni e delle fonti. Per non parlare del fenomeno meglio conosciuto come Second Screen. Le battaglie di ascolti non si svolgono più su un singolo schermo-totem in salotto, ma devono catturare l’attenzione dell’audiance su qualsiasi device connesso, declinandosi tra smartphone e tablet, applicazioni e interazioni. Un libro che non si rivolge a un’azienda in particolare, ma vuole invece parlare a tutte le imprese. Soprattutto in un’epoca in cui è la trasparenza che impone internet e con essa la necessità della salvaguardia della propria reputazione come ricordato dal direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli che ha sottolineato come sia straordinario che nel libro si facciano esempi riguardanti Eni che opera in un settore dove spesso la comunicazione è opaca”.