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Banjo: “Saremo il Google delle location”

1 luglio 2013

L’Italia tra i primi cinque mercati ad aver recepito la piattaforma

 

In occasione del passaggio di Banjo alla versione 3.5, Today Pubblicità Italia ha intervistato Damien Patton (nella foto), fondatore della piattaforma di content discovery che conta oltre 5 milioni di utenti al mondo e che si presenta oggi con nuova interfaccia: “Puntiamo a diventare, rispetto al concetto di location, quello che Google è oggi per la search: se devo cercare un’informazione la prima cosa che faccio è andare sul motore di ricerca del Big G. Allo stesso modo, ci auguriamo che da qui a poco Banjo diventi la prima risposta alla necessità di scoprire cosa avviene, in tempo reale, in un luogo nel mondo”. Un progetto ambizioso in cui l’Italia gioca un ruolo chiave. “Lo Stivale è nella nostra top 5 per diffusione di utenti e cresce a ritmi incredibili, anche grazie ai livelli di penetrazione di dispositivi mobile, tra i più alti al mondo, alla crescita costante di questo mercato e alla vostra indole così incline alla socializzazione e alla condivisione di opinioni”.

Nato nel luglio del 2011 negli Usa, a Palo Alto, oggi Banjo è utilizzato in 200 Paesi e punta a espandersi. Con alle spalle un’esperienza da startupper di successo, Damien Patton dà una pillola su quelli che reputa i trend emergenti della digital economy. “Il mercato delle app mobile è quasi saturo, quindi per trovare un approccio sostenibile dovrà sapersi adeguare ai nuovi mobile device che stanno prendendo piede: penso ai Google Glass e agli smartwatch – spiega a Today Pubblicità Italia -. Anche il modello di business prevalentemente utilizzato, e cioè quello dell’advertising, dovrà subire un radicale cambio di paradigma e abbandonare i formati tradizionali presi a prestito dal web, a vantaggio di un approccio emozionale che faccia leva sulle esperienze vissute in tempo reale dagli utenti, portando i brand al centro delle conversazioni online”.
Patton sarà in Italia a settembre, in occasione della seconda edizione del TechCrunch Italy, evento che definisce “grande opportunità per l’ecosistema delle startup italiane. Mi aspetto di trovare lo stesso entusiasmo e coinvolgimento che vedo tra gli utenti italiani di Banjo: l’Italia costituisce un mercato perfetto per chi lancia un’app o un servizio web. Siete un pubblico molto coinvolto, che ama esprimere la propria opinione, fare critiche costruttive e dare suggerimenti”.

 

Paola Maruzzi